Racconti dalla Motor Valley

Ernesto Maserati: il pilota-costruttore dietro il Tridente

Nel panorama dell’industria automobilistica ci sono dei nomi che suscitano un senso di prestigio e passione. Tra questi c’è sicuramente quello di Maserati, noto per le auto di lusso e le prestazioni sportive top di gamma, ma anche per la sua storia affascinante.

Le radici del marchio sono strettamente connesse a una figura chiave, Ernesto Maserati, uno dei membri fondatori dell’azienda, vero e proprio genio dell’ingegneria automobilistica. 

 

L’Inizio di una Leggenda

Ernesto Maserati nasce il 4 agosto 1898 a Voghera, in una famiglia in cui la passione per i motori e le corse è profondamente radicata. Il padre, Rodolfo Maserati, è un ingegnere e fabbricante di biciclette. I figli, Carlo, Bindo, Alfieri, Ettore e Ernesto, fin dalla tenera età vivono il mondo automobilistico, tanto da giocare un ruolo fondamentale nella creazione del marchio Maserati.


La Fondazione di Maserati

Ernesto Maserati inizia la sua carriera lavorando con suo padre nell’azienda di biciclette. La svolta arriva quando si unisce alla Diatto, un produttore di automobili di lusso dell’epoca. Qui, Ernesto acquisisce preziose competenze nel campo dell’ingegneria automobilistica e delle prestazioni dei motori.

Nel 1914, Ernesto, Ettore e Alfieri fondano la “Società Anonima Officine Alfieri Maserati” a Bologna. Questo segna l’inizio di un’avventura straordinaria nel settore automobilistico. Inizialmente l’azienda si focalizza sulla riparazione di automobili, ma ben presto si concentra sullo sviluppo di motori per conto terzi. Il resto è storia. 


L’Età dell’Oro delle Corse

Siamo nella seconda metà degli anni ’20, Ernesto Maserati nutre l’ambizione di diventare un protagonista nel mondo delle corse, e per inseguire questo obiettivo è solito esercitarsi sulle colline pistoiesi insieme al fratello Alfieri. Grazie alla sua guida pulita e prudente conquista due titoli italiani (nel 1927 e nel 1930). Nel 1931 prende parte al GP di Francia con una Maserati 26M insieme a Luigi Fagioli, ma è costretto al ritiro dopo 45 giri per un problema ai freni.

La sua esperienza in pista si rivela fondamentale per il successo del marchio. Nel corso degli anni ’20, le Maserati iniziano a competere in gare automobilistiche, dimostrando il loro ingegno tecnico.

 

Nel 1932, la famiglia Maserati subisce una grave perdita con la morte prematura di Alfieri Maserati. Nonostante la tragedia, Ernesto abbandona la sua carriera da pilota e insieme ai fratelli decide di continuare la loro opera. Nel corso degli anni ’30, la Maserati inizia a produrre auto da corsa e stradali di alta qualità, come la Maserati 8C 2500, lanciata nel 1939. Auto che diventa ben presto un modello iconico contribuendo a consolidare il posizionamento dell’azienda come costruttore di auto di lusso.

I successi in pista arrivano fin da subito. Giuseppe Campari in Francia ottiene il primo successo del marchio in una delle Grandes Épreuves; Tazio Nuvolari si aggiudica il GP del Belgio dopo essere partito per ultimo, e lo statunitense Whitney Straight a Brooklands diventa il primo driver non europeo a conquistare una gara rinomata per il brand emiliano.

A cambiare le carte in tavola arrivano nel 1934 le tedesche Auto Union e Mercedes. Un’irruzione che porta Ernesto e i fratelli a lasciare l’azienda nel 1937 nelle mani dell’imprenditore modenese Adolfo Orsi. Liberi dal fardello gestionale, i fratelli Maserati restano in azienda ancora per dieci anni, dove progettano, tra le altre, la mitica 8CTF, la prima auto italiana ad aggiudicarsi la prestigiosa 500 Miglia di Indianapolis (1939 e 1940).

 

La fine di un’epoca

Ernesto Maserati lascia l’azienda nel 1947, ma la sua eredità nel mondo dell’automobilismo perdura. Dopo aver lasciato la Maserati, Ernesto fonda l’OSCA (Officine Specializzate Costruzione Automobili) insieme ai suoi figli, e continua a produrre vetture da corsa competitive. Insegue e vive la sua più grande passione fino alla morte, avvenuta nel 1975.

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