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Adriano, Bruno e Marcello: il sogno dei fratelli Ducati.

Racconti dalla Motor Valley

Le Rosse di Borgo Panigale sono icone di bellezza, velocità e innovazione tecnologica, punto di riferimento dell’industria motociclistica e del Made in Italy in tutto il mondo. Ma dietro all’affermazione di Ducati nelle due ruote, c’è una storia lunga e avventurosa, un esempio di resilienza che ha inizio con il sogno dei tre fratelli Adriano, Bruno e Marcello e un oggetto che nulla ha a che vedere con le motociclette: la radio.

 

È il 1924, un anno di grande fermento culturale per l’Italia, che ha appena visto nascere la prima trasmissione radiofonica. Spinto da questa “rivoluzione tecnologica”, il maggiore dei fratelli Adriano Ducati, brillante studente di fisica, costruisce un’apparecchiatura a onde corte che gli permette di collegare la sua casa di Bologna con gli Stati Uniti. Grazie a questa scoperta viene insignito della croce di Cavaliere della Corona d’Italia, divenendo a soli 21 anni il più giovane italiano premiato. Il punto di forza della sua invenzione era la praticità: mentre l’apparecchiatura del padre della radio Guglielmo Marconi consumava 2000 watt, la sua ne impiegava appena 90.

1926: l’inizio del sogno Ducati.

Sulla scia dell’entusiasmo che animava in quegli anni Bologna, i fratelli Ducati fondano il 4 luglio 1926 la “Società Scientifica Radio Brevetti Ducati”. La paternità di questa azienda si deve però al padre Antonio Cavalieri Ducati, ingegnere industriale, che con i proventi della vendita di alcuni possedimenti terrieri dà vita alla società insieme ai figli e ad alcuni amici bolognesi.

La prima sede è nel cuore di Bologna, in via Collegio di Spagna 9: si tratta di un piccolo laboratorio con due operai e una segretaria. Il capitale sociale è di 100mila lire e la produzione è legata principalmente a condensatori per radio, i famosi “Manens”, che conquistano fin da subito il mercato. Così i tre fratelli decidono di espandersi oltre i confini nazionali: iniziano a spedire campioni in tutto il mondo, e nel 1926 arriva la prima “memorabile” ordinazione oltreoceano da un cliente argentino, che acquista 3000 Manens. Visto il successo dei prodotti e l’intensificarsi delle spedizioni, l’azienda decide di avviare delle filiali all’estero: Inghilterra, Francia, Nord Europa, New York, San Paolo, Buenos Aires sono alcune delle città “conquistate”, a cui sono da aggiungere gli affari in Asia e Africa.

Il successo è tale che negli anni Trenta la Ducati viene premiata come migliore azienda bolognese con la medaglia d’oro del Premio Rusconi. La sua notorietà la rende meta di importanti visite, tra cui il premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi, il Re e il Principe ereditario. Nel 1935, nell’arco di soli 10 anni, gli operai da due diventano 7000, il 70% dei prodotti viene esportato in 45 paesi del mondo e la sede viene trasferita a Borgo Panigale. Lo stabilimento viene ampliato con una fonderia, macchine utensili di pregio, come la Genevoise (una macchina per la perforazione millesimale dell’acciaio) e un Centro Misure Meccaniche per la lavorazione dei metalli. Dai condensatori, la produzione si allarga alle antenne e ai sistemi di trasmissione radio “Radiostilo”. Viene poi aperta anche una sezione ottica per binocoli notturni “Bimar”, e una meccanica per la produzione di rasoi meccanici “Raselet” e di calcolatrici elettriche “Duconta”.

La Ducati di Borgo Panigale aveva 18 km di scaffali di magazzino, sembrava una piccola Rinascente, non mancava nulla, dalle lamiere di ogni metallo o spessore, alle vernici, agli spilli!

Bruno Cavalieri Ducati

Con il crescendo delle esigenze produttive dell’azienda, cresce anche la necessità di avere dipendenti altamente specializzati. Vengono organizzati corsi di istruzione tecnica nelle officine, e nel 1941 Bruno Ducati inaugura il “Corso informativo sui problemi dell’orientamento professionale”.

Gli anni della guerra e l’inizio del mito Ducati

L’avvento della Seconda Guerra Mondiale converte la produzione da civile a militare, ma la macchina Ducati viene bruscamente interrotta il 12 ottobre 1944 quando l’esercito americano scarica cento tonnellate di esplosivo sugli stabilimenti di Borgo Panigale, che vengono rasi al suolo, provocando danni pari a 450 milioni di lire.

Le conseguenze economiche del conflitto non arrestano l’aura di creatività di cui l’azienda è investita. In totale segreto si progettano nuovi prodotti da immettere sul mercato post-bellico e i fratelli Ducati si dividono i compiti: Adriano è lo scienziato e cura la parte meccanica, Bruno da geometra progetta gli schemi dello stabilimento e Marcello diventa il responsabile delle risorse umane e delle pubbliche relazioni. La sede produttiva resta a Borgo Panigale, mentre quella amministrativa, per ragioni politiche e di sicurezza, viene trasferita a Milano.

Stabilito un nuovo ordine, nel 1946 la produzione riprende con un cambio di strategia: per adeguarsi ai nuovi bisogni della società viene introdotto “Cucciolo”, il primo motore ausiliario da montare direttamente sulle biciclette. Economico, leggero, geniale nella sua semplicità, il motore Cucciolo è un altro successo mondiale. 

La ripresa risulta però faticosa a causa dei danni subiti, e dopo alcuni tentativi di rimettere in moto l’attività produttiva, il 1° marzo 1948 viene chiesto al Tribunale di Milano l’amministrazione controllata dell’azienda. Vengono nominati amministratore unico il dott. Giuseppe Veroi e “consulenti generali” Adriano e Marcello, mentre Bruno mantiene il suo ruolo di Direttore Generale. Con questo atto, i tre fratelli perdono la guida della loro azienda.

 

Con 4300 impiegati, la “nuova” Ducati si specializza nei settori meccanico, radio elettronico e ottico. La produzione viene divisa nei due stabilimenti di Bologna e di Milano: nel primo si produce il Cucciolo, i condensatori, la microcamera fotografica e il proiettore cinematografico; nella seconda invece c’è una specializzazione nei settori ottico e meccanico. A pochi anni dalla nuova gestione, nel 1953, la casa di Borgo Panigale entra in una nuova fase: nascono due società per azioni, la Ducati Elettronica e la Ducati Meccanica

Da questo momento, le strade dei fratelli si dividono: Adriano si trasferisce in California per collaborare con Werner Von Braun, mentre Marcello e Bruno restano a Milano per dedicarsi alle loro nuove attività. La storia della Ducati, invece, segue lo sviluppo dei due rami in cui viene separata. Per Ducati Meccanica, antesignana della Ducati di oggi, l’inizio è tutt’altro che semplice: Cucciolo a parte, le produzioni successive non bastano a far avvicinare l’azienda alle altri grandi case motociclistiche italiane. Ma la svolta non tarda ad arrivare: è il 1° maggio 1954 quando varca i cancelli aziendali l’ing. Fabio Taglioni, che con la rivoluzione desmodromica e i trionfi nelle corse darà il via all’inarrestabile ascesa delle Rosse di Borgo Panigale.

 

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