Presentata oggi a Bologna, nell’ambito della Settimana del Made in Italy, la prima ricerca sistematica sull’ecosistema Motor Valley. Il messaggio centrale: la filiera della Motor Valley è una rete neurale in cui competenze e specializzazioni si connettono e si potenziano reciprocamente. Il valore generato da questa collaborazione supera di gran lunga quello ottenibile da qualsiasi modello verticalmente integrato.
39.647 imprese, oltre 1 milione di occupati, 1,2 miliardi di indotto turistico. La Motor Valley è un distretto industriale che si estende come una «rete neurale»: un sistema in cui competenze e specializzazioni si connettono e si potenziano reciprocamente, in cui il valore risiede nelle relazioni che tengono insieme tutti gli straordinari singoli nodi che la compongono. La ricerca Nomisma, presentata oggi a Bologna nell’ambito della Settimana del Made in Italy, lo dimostra per la prima volta con dati sistematici e verificati.
La ricerca «Motor Valley – Un ecosistema che genera valore», commissionata dalla Motor Valley Association e realizzata da Nomisma con il supporto della Regione Emilia-Romagna, è stata illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Michele de Pascale, dell’Assessora al Turismo Roberta Frisoni, del Presidente di Motor Valley Association Andrea Pontremoli, del Capo Economista di Nomisma Prof. Lucio Poma, del Vicepresidente della Regione Vincenzo Colla, e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
I numeri che non ti aspetti Il punto di partenza è la dimensione produttiva. Le imprese capofiliera — Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani — producono circa 34.000 vetture e oltre 50.000 moto all’anno per un fatturato di 12 miliardi di euro. La cifra sintetizza da sola l’eccezionale densità di valore incorporata in ogni singola vettura prodotta in questo territorio: ingegno, materiali, tecnologia, artigianalità e brand si traducono in un prezzo medio che non ha eguali nell’industria automobilistica mondiale di serie. Ma la forza produttiva va ben oltre i capifiliera: i fornitori diretti coinvolti nella produzione di auto e moto contano 2.944 imprese, 210.000 addetti e un fatturato complessivo di €72 miliardi. Se si allarga il perimetro includendo anche il mondo dei servizi collegati, i fornitori diretti salgono a 15.076 imprese, 647.000 addetti e €197 miliardi di fatturato: un ecosistema produttivo e di servizi che si estende in un raggio molto ampio.
C’è una logica precisa dietro questi numeri: lavorare per Ferrari, Lamborghini, Ducati, Maserati, Pagani o Dallara significa confrontarsi ogni giorno con standard tecnici tra i più elevati al mondo (materiali compositi all’avanguardia, elettronica embedded, sistemi di simulazione dinamica, etc). Queste competenze, una volta sviluppate per rispondere alle esigenze dei capifiliera, diventano un asset competitivo di primo piano sul mercato globale: un’impresa che sa lavorare ai vertici dell’industria automobilistica può offrire ad altri clienti — in qualsiasi settore, in qualsiasi Paese – il meglio della tecnologia disponibile. La Motor Valley eleva strutturalmente la capacità competitiva dell’intera filiera estesa, ricordandoci la presenza anche di team come Racing Bulls, Gresini e Simoncelli.
La ricerca è stata costruita attraverso una metodologia inedita che supera i limiti dei tradizionali codici ATECO, integrando le liste dei fornitori diretti delle imprese capofiliera con le analisi semantiche della piattaforma Margò (CRIBIS) e i dati di bilancio di Bureau van Dijk (AIDA). In questo modo è stato possibile ricostruire un perimetro industriale coerente con la realtà economica del settore, intercettando anche le imprese attive nella filiera ma non classificabili tramite i codici statistici tradizionali.
Il primo messaggio della ricerca è strutturale: la filiera della Motor Valley funziona perché è interconnessa. Le competenze e le specializzazioni di migliaia di imprese — dalle lavorazioni meccaniche di precisione ai compositi in fibra di carbonio, dall’elettronica embedded alla simulazione dinamica del veicolo — si connettono e si potenziano reciprocamente lungo la catena del valore. Ogni nodo della rete aggiunge conoscenza che gli altri nodi non hanno. Il risultato è un sistema la cui capacità complessiva supera enormemente la somma delle parti.
Il secondo messaggio è quello che guarda al futuro: questo ecosistema diffuso di imprese crea un vantaggio competitivo unico, fondato su due pilastri che si rafforzano a vicenda. Il primo è l’approccio all’innovazione come priorità condivisa; il secondo è la capacità di risposta agile: una rete distribuita reagisce alle discontinuità del mercato con una velocità e una flessibilità che strutture verticali più rigide non possono permettersi. È per questo che la Motor Valley è competitiva oggi ma è anche strutturalmente attrezzata per esserlo domani.
I numeri confermano questa lettura. Il 52% delle imprese della filiera estesa della Motor Valley esporta, una quota superiore al 46% del totale automotive nazionale. Tra i fornitori diretti, la percentuale sale al 78%. Si tratta, peraltro, di una stima prudenziale: una parte rilevante delle imprese opera come fornitore di capifiliera che esportano l’intero prodotto finito, contribuendo così indirettamente alla proiezione internazionale del sistema senza che ciò emerga pienamente dai bilanci. Lo score di internazionalizzazione dei fornitori diretti MV si attesta a 1,2 su scala 1–5 (dove 1 = massima internazionalizzazione), contro 3,2 per il totale della manifattura italiana: un divario che, nella lettura degli analisti, equivale a un salto qualitativo straordinario, paragonabile a chi nei 100 metri corre sotto i 10 secondi quando la media è oltre i 12.
Entrare nella filiera della Motor Valley significa accedere a un ecosistema che eleva le performance strutturali delle imprese. La ricerca Nomisma lo dimostra con dati precisi. Le imprese fornitrici dirette della Motor Valley che rientrano nel perimetro Controvento — le aziende manifatturiere che crescono in modo strutturale anche in contesti difficili — mostrano ricavi medi di €74,3 milioni, rispetto a €42,1 milioni delle imprese Controvento nella filiera MV allargata e a €19,1 milioni della media manifatturiera nazionale. Un divario indipendente dalla dimensione aziendale e che si spiega con la qualità delle relazioni industriali e con la pressione competitiva che i capifiliera trasmettono lungo tutta la catena del valore.
Il dato sulla marginalità è altrettanto eloquente: l’EBITDA margin delle imprese Controvento fornitrici dirette della Motor Valley si attesta al 29,4%, contro il 26,3% delle Controvento nella filiera allargata e il 24,5% della media Controvento nazionale. Quasi un quinto del fatturato totale dei fornitori diretti (18,5%) è generato da queste imprese di eccellenza, a fronte del 10% della media manifatturiera. La Motor Valley emerge così come cluster produttivo, ma soprattutto come acceleratore di redditività e solidità economica.
La Motor Valley è molto più di una filiera industriale: è un segmento turistico ad alta crescita e forte proiezione internazionale. Nel 2024 l’area ha registrato 2,6 milioni di spettatori e visitatori Motor Valley dove il 57% sono turisti che soggiornano almeno una notte, il 43% escursionisti che partecipano alle attività in giornata. Per quello che rigurda le presenze turistiche si sono registrate 3,7 milioni di room nights di cui il 54% di stranieri, a conferma di un posizionamento internazionale consolidato. Gli arrivi nei comuni della Motor Valley crescono a ritmi significativamente superiori alla media regionale e nazionale, evidenziando una dinamica strutturale e non episodica.
L’indotto economico complessivo supera 1,2 miliardi di euro. La principale componente è rappresentata dagli eventi motoristici organizzati nei quattro circuiti (675 milioni, 56% del totale), seguita dai musei e dalle collezioni (522,6 milioni, 43%). Il Motor Valley Fest contribuisce con 16,2 milioni di euro. Le spese indirette si distribuiscono su ristorazione (436,5 mln, 36%), ospitalità (396,3 mln, 32,6%), trasporti e parcheggi (162,4 mln, 13,4%), divertimento e shopping (145,5 mln, 12%) e accesso a musei e circuiti (69 mln, 5,7%).
La concentrazione di quattro autodromi di rilievo internazionale in pochi chilometri costituisce un unicum nel panorama europeo: Imola (105.000 per gg, Campionato del Mondo F1, WEC Endurance e GT, solo per elencare alcuni), Misano (70.000 posti permanenti, fino a 100.000 per i grandi eventi, polo MotoGP, WSBK e GT WORLD CHALLENGE), Varano de’ Melegari (10.000 posti, test e innovazione automotive, eventi internazionali quali ASI Motoshow e Formula SAE Italy) e Modena (2000/3000 presenze giornaliere durante gli eventi, valorizzazione del heritage motorsport). A questi si aggiungono, nell’orbita dell’ecosistema, Vallelunga, Monza e Mugello, rafforzando ulteriormente l’attrazione internazionale del sistema.
La Motor Valley investe nei talenti di domani attraverso un sistema educativo integrato e unico nel suo genere. La Motor Valley University of Emilia-Romagna (MUNER) forma ogni anno 265 studenti in percorsi magistrali internazionali. La Motorsport Technical School (MTS) ha formato oltre 1.000 tecnici e ingegneri, con l’80% collocato nel motorsport e il 13% in MotoGP e Formula 1. L’ITS Maker di Modena, Fornovo di Taro e Misano World Circuit accolgono 140 studenti all’anno, mentre programmi duali come il progetto DESI, promosso da Lamborghini e Ducati, favoriscono l’ingresso diretto dei giovani nella filiera. Complessivamente, 5.400 studenti sono ogni anno coinvolti in attività didattiche legate alla Motor Valley, con 130 istituti scolastici partecipanti.
Il prossimo grande appuntamento dell’ecosistema sarà il Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio 2026: quattro giorni di eventi, esposizioni e attività che celebrano la passione per i motori e che rappresentano, ogni anno, un momento privilegiato di confronto tra la Motor Valley e il sistema automotive mondiale. È il momento in cui si apre la conversazione con interlocutori di prestigio internazionale — costruttori, investitori, designer, ingegneri e appassionati da ogni continente — rafforzando il posizionamento globale del territorio e alimentando le connessioni che rendono questo ecosistema davvero unico.
“La Motor Valley non è solo un marchio. È un simbolo di passione, innovazione, talento e attrattività internazionale che racconta al mondo chi siamo. Qui ciò che viene progettato e prodotto nasce da un legame coi territori e filiere radicato e identitario che è parte del loro stesso valore. È la nostra stessa terra a certificare la qualità e l’identità di ciò che produciamo. Questo primato nell’automotive non è un caso. Si regge su un modello di relazioni integrate fra università, centri di ricerca e imprese che è diventato il nostro vero vantaggio competitivo. È grazie a questa rete che non perdiamo le grandi occasioni di cambiamento tecnologico e che continuiamo a generare brevetti, conoscenza e occupazione di qualità. Queste relazioni, inoltre, hanno anche un valore economico e sociale profondo: definiscono un’idea e una modalità di stare nelle proprie comunità, un patto tra saperi, lavoro e territorio che crea coesione e futuro. sono proprio questi ingredienti a comporre un’identità industriale unica al mondo, che nessun altro può replicare. Perché nasce dalla nostra storia, dalle nostre competenze e dal nostro modo di fare sistema”.
Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna
“La Motor Valley è la dimostrazione di come un ecosistema industriale altamente specializzato possa generare valore ben oltre la dimensione produttiva, attivando dinamiche di sviluppo che coinvolgono territori, comunità e sistema turistico. In Emilia-Romagna l’esperienza dei motori si intreccia con una rete diffusa di musei, circuiti, città d’arte, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche, dando forma a un prodotto turistico riconoscibile e competitivo a livello internazionale. È questa connessione tra competenze industriali, cultura e accoglienza a rendere questa terra un modello distintivo. A questo si affianca una dimensione sportiva straordinaria: siamo terra di grandi eventi internazionali e di campioni che nascono e crescono qui. Il motorsport in Emilia-Romagna è diffuso, partecipato e profondamente radicato, alimentato da un sistema che va dalle botteghe alla pratica sportiva, fino ai massimi livelli competitivi”.
Roberta Frisoni, Assessora al Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia-Romagna
“Questo studio contribuisce a rafforzare la consapevolezza di cosa rappresenta oggi la Motor Valley e del valore che esprime. Mette a disposizione di imprese e istituzioni elementi di riflessione e spunti utili per accompagnare, insieme, lo sviluppo del nostro Paese.”
Andrea Pontremoli, Presidente di Motor Valley Association
“La vera dimensione della Motor Valley emerge solo quando si guarda alla filiera nella sua interezza, oltre i confini visibili del prodotto finale. È un ecosistema industriale che trasforma eccellenza produttiva in valore sistemico, andando ben oltre il valore delle singole imprese. E’ proprio in questa rete estesa e interconnessa che si concentra la capacità di generare valore dell’intero sistema. Questa ricerca dimostra come la competitività del territorio nasca dal radicamento della filiera e dalla capacità di connettere innovazione, manifattura e conoscenza”.
Lucio Poma, Professore – Capo Economista di Nomisma
“Motor Valley significa un’idea di sviluppo che tiene insieme industria, formazione, comunità e identità. Il modello emiliano-romagnolo di formazione terziaria e universitaria, dagli istituti tecnici agli ITS, all’esperienza di MUNER, rappresenta una qualità e un’eccezionalità di filiera. È la prova che quando mettiamo insieme talenti, imprese e università, costruiamo filiere del sapere che alimentano direttamente quelle produttive e rendono la Motor Valley un laboratorio permanente di innovazione. Rafforzarlo è la strada che la Regione Emilia-Romagna continuerà a percorrere, con investimenti, alleanze e politiche industriali all’altezza della sfida globale, agendo con la propria legge per attrarre e trattenere talenti”.
Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna
“La Motor Valley è uno dei cuori pulsanti dell’eccellenza industriale italiana, come confermato anche dallo studio presentato oggi. Qui il legame tra territorio e impresa ha generato un ecosistema unico al mondo, dove innovazione tecnologica e tradizione manifatturiera si alimentano a vicenda, giorno dopo giorno, creando terreno fertile per la nascita di icone identitarie, di brand ambasciatori dell’Italia nel mondo in grado nel tempo di trasformare il sapere artigianale in ingegneria d’avanguardia. Un sistema che oggi si traduce in numeri di straordinaria rilevanza: con oltre 347 miliardi di euro di impatto complessivo, più di 1 milione di occupati e una filiera altamente integrata che coinvolge grandi gruppi e una vasta rete di imprese specializzate. Un modello vincente che racconta anche la bellezza dell’Italia nei suoi territori produttivi e contribuisce a rafforzarne l’attrattività internazionale”
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Territorio coinvolto: