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Dalla Motor Valley al mondo. Intervista a Luigi Orlandini, l'organizzatore degli eventi di auto d'epoca.

Racconti dalla Motor Valley

Con la sua società, Canossa Events, Luigi Orlandini definisce e organizza dal 2011 gli eventi legati al settore delle auto storiche, contribuendo alla promozione del Made in Italy e della Motor Valley nel mondo, assicurandosi che i fortunati partecipanti e il pubblico appassionato vivano al meglio ogni singolo momento e apprezzino l’esperienza.

Italian Speed Festival, Alfa Revival Cup, Youngtimer Cup, Cavallino Classic Cup e Terre di Canossa: questi sono solo alcuni dei tanti magnifici eventi che Luigi Orlandini e il suo Staff organizzano ogni anno in questo settore.

Ma ce n’è uno, in particolare, nato all’alba del nuovo millennio, che nella sua interezza rappresenta una perfetta combinazione di auto storiche meravigliose, gentlemen drivers, competizione, turismo, strade emozionanti, paesaggi mozzafiato, enogastronomia e momenti di relax. Stiamo parlando della celebre Modena Cento Ore, la cui 21a edizione si è conclusa proprio in questi giorni, nel cuore della Motor Valley

In questa intervista Luigi Orlandini ci parla dell’evento appena concluso, soffermandosi sul suo concetto di Made in Italy e del futuro della Motor Valley. 

“Si possono collezionare auto, opere d’arte, riviste o francobolli, ma alla fine tutti noi viviamo per collezionare ricordi”.

Modena Cento Ore, un evento nato all’alba del nuovo millennio che con Canossa Events organizzate a livello internazionale. Come racconterebbe questa manifestazione alle persone che ancora non conoscono l’evento?

La Modena Cento Ore è un’esperienza unica nel suo genere. È un evento molto competitivo, ma allo stesso tempo riservato a gentlemen drivers. Combina gare in pista, prove speciali su strade chiuse, ma anche passaggi su strade panoramiche e nei luoghi più belli d’Italia. Il tutto con auto da collezione di grande valore. Altro aspetto importante è la cura dell’ospitalità e dell’esperienza a 360 gradi: alberghi a 5 stelle, serate in luoghi speciali con i piatti migliori della cucina italiana, grandi vini e intrattenimento. In fondo, per riprendere una famosa frase di Enzo Ferrari, la Modena Cento Ore non si può descrivere, la si può solo vivere!

Qual è stato il numero degli iscritti per questa edizione 2022? E rispetto alle passate edizioni avete aggiunto qualcosa di nuovo? 

La Modena Cento Ore è un evento che volutamente limitiamo a un massimo di cento vetture, un numero che ci sembra il migliore compromesso per dare alla manifestazione una certa rilevanza pur mantenendo gli altissimi standard di qualità che la contraddistinguono. Dopo due anni di pandemia, in cui abbiamo comunque svolto la manifestazione pur con numeri ridotti, ora siamo tornati ai livelli normali. Ogni anno cambiamo il percorso per offrire nuove sfide e contenuti sempre interessanti. La cosa che non cambia è l’arrivo finale a Modena in Piazza Grande, un luogo di rara bellezza e patrimonio UNESCO.

Quest’anno, senza voler fare nessun torto agli iscritti, c’è una vettura che al via della Modena Cento Ore, ha conquistato di più il cuore di Luigi Orlandini?

Una scelta molto difficile. Se proprio dovessi sceglierne una, quest’anno direi l’Alfa Romeo 8C Monza del 1934.

Sempre secondo un suo gusto personale quale auto, tra i meravigliosi pezzi storici da collezione che negli anni hanno caratterizzato questa competizione, metterebbe sul gradino più alto del podio?

Sicuramente la Ferrari 250 GTO telaio n. 3527 GT che Lord Laidlaw ha portato per l’edizione del 2017.

Questo evento passerà anche lungo le strade della Regione Emilia-Romagna, cosa significa per lei essere nato nella Motor Valley?

Essere nati qui significa avere questa terra nel sangue, avere l’amore per i motori codificato nel DNA. Siamo un territorio unico al mondo ed è giusto che ognuno di noi faccia del suo meglio per promuoverlo. E in questo senso anche la Modena Cento Ore fa la sua parte, portando tanti appassionati collezionisti stranieri nella nostra terra, la terra dei motori. Anche la Regione Emilia-Romagna e il Presidente Stefano Bonaccini hanno fatto veramente tanto per la Motor Valley, vorrei proprio ringraziarli per questo.

Che cos’è per lei il “Made in Italy” rispetto anche alle tante attività che seguite con Canossa Events?

Made in Italy non è solo un termine riferito a prodotti fabbricati in Italia, è tutto ciò che attiene al nostro modo di interpretare la vita. Con i nostri pregi e i nostri difetti siamo un Paese unico al mondo, e con Canossa Events cerchiamo di promuovere al meglio la nostra cultura, sia con i tanti eventi che facciamo qui, sia portando i nostri valori all’estero, in particolare in America e Medio Oriente, dove siamo presenti con le nostre filiali. Sia in Italia che nel mondo abbiamo team eccezionali, che interpretano il nostro modo di essere “Made in Italy” con un valore aggiunto che ritengo sia molto importante: la diversità. Tra i nostri collaboratori abbiamo infatti tante persone di origini e culture diverse: Europa, America, Medio oriente, Africa, Asia…

Come immagina il futuro della Motor Valley nella sua interezza?

Una domanda difficile. Certamente il ruolo principale nel disegnare il futuro della Motor Valley spetta alle nostre Case auto e moto. Sono convinto che sapranno interpretare questa epoca di grandi cambiamenti senza cadere nella trappola dell’omologazione e degli eccessi di regolamentazione. Quel che possiamo fare noi è continuare a parlare di questa regione unica al mondo, raccontare le sue eccellenze in tutti i campi e portare tante persone a toccarle con mano.

Quali sono le attività che secondo lei si possono fare per migliorare il futuro di questo comparto legato al mondo del turismo automotive dentro al quale lei lavora?

Ci sarebbero tante cose importanti da fare per sostenere il “turismo a motore”. Intanto possiamo ricordare a noi stessi che l’automobile non è solo un mezzo per spostarsi tra casa e lavoro, ma una delle più grandi conquiste dell’umanità: la libertà di andare dove vuoi, quando vuoi. E ricordare che guidare un’auto, una moto o una bicicletta su una bella strada è una fonte incredibile di piacere. E poi, per quanto ci riguarda, è fondamentale andare all’estero a raccontare la nostra storia, a invogliare i tanti appassionati di motori e di buona cucina a venire a visitare la nostra terra.

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