Primi entusiasmi per lo sport dell'auto

A Parma l'automobilismo ha radici antiche. Le sue origini si può dire che si perdano nella notte dei tempi, ma è possibile affermare che l'automobilismo sportivo è nato sulle due ruote. I primi piloti, infatti, impegnati in competizioni automobilistiche erano gli stessi che si erano fatti le ossa nelle gare motociclistiche: Biagio Nazzaro, Lazzaro Tanzi, Rienzo Slawitz, Agide Fiaccadori, Achille Varzi, Clemente Biondetti e lo stesso Tazio Nuvolari, il Campione dei Campioni, giunsero allo sport automobilistico provenendo dalle due ruote.

Le radici antiche di Parma si possono far risalire alla mitica gara in salita Parma-Poggio di Berceto, competizione nata nel lontano 1913.


Ma la Parma-Poggio, come per brevità venne poi ricordata, non è stata la sola manifestazione che abbia mobilitato a Parma lo sport dell'auto.


Nel 1921 i promotori ed organizzatori della Parma-Poggio provenienti in gran parte dalle associazioni sportive Pedale Parmigiano e Pro Parma, fondarono quell'importante sodalizio - "Auto-Moto-Club Parma" - da cui doveva poi nascere qualche anno dopo l'Automobile Club Parma. Ebbene, questo "Auto-Moto-Club" organizzò numerose ed importanti manifestazioni che hanno lasciato il segno nello sport automobilistico nel periodo tra le due guerre, vale a dire tra il 1918 e il 1940.


Il 1º giugno 1924 questo sodalizio organizzò un importante campionato sul percorso Strada elevata-Traversetolo-San Polo-Ciano d'Enza-Alpe di Succiso-Castelnuovo Monti-Passo del Cerreto-Fivizzano-Aulla-Fornovo-Ozzano-Collecchio.


I concorrenti erano sia automobilisti che motociclisti. Per la prima categoria il miglior tempo fu quello del rag. Aldo Ortalli (4 ore, 1'52"), per le moto il rag. Mario Casella (4 ore, 34'20").


Ecco alcuni stralci della cronaca apparsi sulla "Gazzetta di Parma" il giorno dopo:
"Ad un tratto un rombo sonoro si annuncia da lontano. È la Diatto di Camisa che arriva come un bolide. Seguono quindi l'Ariel di Zarotti, l'Itala di Bernardi, la Ariel del dott. Tenca, l'A.I.S. di Casella, la Diatto di Ortalli, la Spa di Medioli, la Alfa-Romeo dell'avv. Lusignani, la Ansaldo di Enzo Chiari, la Indian di Slawitz, la O.M. del cav. Ronchini, la Ceirano di Lorenzo Marchi e, per ultima, la Garelli di Fiaccadori. Ogni arrivo avviene fra il più vivo entusiasmo.


Il cav. Ronchini ha a bordo la graziosa signorina Deny Bormioli, unica coraggiosa rappresentante del gentil sesso che ha con ardire partecipato alla corsa.


Apprendiamo intanto questi incidenti lamentati durante lo svolgimento del primo settore: fra le motociclette, il dottor Tenca ha sbagliato strada a Traversetolo, è caduto dopo Vetto ed è rimasto due volte senz'olio; Zarotti ha dovuto fare rifornimento di benzina; Casella ha rovinato una candela nell'evitare l'investimento di un bue; Fiaccadori ha compiuto 30 km. in più avendo errato il percorso ed è rimasto senza benzina; fra le automobili Bernardi ha cambiato una gomma; Marchi ha sostituito una candela; il cav. Ronchini ha avuto tre arresti per disturbi... di mal di mare fra i passeggeri; il ragionier Ortalli ha lamentato un incidente al diffusore del carburatore. L'Itala dell'avvocato Laurens ha avuto per suo conto una marcia veloce e regolarissima. Di emozionante non ci fu da rilevare che la presa di quattro curve, a... zig-zag, ma abilmente superate.


Veniamo nello stesso tempo a sapere che Adriano Furlotti, dopo essere uscito di strada con la sua Guzzi, per un guasto al serbatoio della benzina, giunto fino quasi a Ciano d'Enza, è stato costretto a tornare a Parma.


Slawitz, che correva in side-car fuori gara, è giunto a Fivizzano in 2 ore 49,24, con la Indian semi scassata essendosi, per non capovolgersi, in una falsa curva urtato contro il muro di protezione. Tanto lui come Rossi, che montava il side, se la sono fortunatamente cavata senza danni alle persone".
Fin qui la cronaca. Poi il giornalista Eugenio Bassanini (che si firmava "Bass.") scrisse, sullo stesso numero della "Gazzetta", questo commento che è interessante riportare perché è lo specchio della passione automobilistica di quei tempi e anche perché presenta uno stile ed un linguaggio ben distanti da quelli dei giornalisti sportivi di oggi:


"La manifestazione dell'Auto-Moto-Club è pienamente riuscita riportando il più lieto successo. Uomini e macchine hanno superbamente resistito ad uno sforzo non comune, superandolo anzi brillantemente. Le altissime medie conseguite (altro che i 40!) su un durissimo tracciato di 230 km., dei quali circa duecento di percorso montano toccante i passi più aspri dell'Appennino, sono prova lampante della bontà delle macchine e della abilità dei guidatori. I nostri gentlemen si sono in questa corsa comportati da provetti campioni.


Non possiamo che ampiamente lodarli. Ciò dimostra che lo sport del motore ha fra noi dei ferventi cultori che speriamo, per il futuro, di ancora spesso vedere nel cimento. Alcuni sono stati delle vere rivelazioni. Magnifiche per velocità ed ardimento le singole prove. Specialmente quelle di Ortalli, Camisa, Medioli, Casella e Zarotti.


Bernardi, Slawitz e Fiaccadori hanno ancora una volta riconfermato le loro ottime doti di esperi guidatori.
Eccellenti sono pure le gare fornite dalle macchine dell'avv. Laurens, avvocato Lusignani, cav. Ronchini, Enzo Chiari, Lorenzo Marchi, che ha sentito risvegliarsi gli ardori del suo passato di sportsman audace, e pure quella del dott. Tenca".
Un'altra importante manifestazione venne organizzata dall'Auto-Moto-Club. Si tratta del Circuito di Parma, gara riservata alle motociclette, della quale vennero organizzate due edizioni.
La prima fu disputata il 20 maggio 1921 (solo 12 giorni dopo la IX Parma-Poggio) sull'itinerario Parma-Vicofertile-Collecchio-Barriera Bixio: 12 giri per un totale di 242 chilometri. Questa gara vide la partecipazione di Tazio Nuvolari, su una moto Garelli 350.
Il secondo Circuito di Parma, disputato il 28 settembre 1924, presentò la cifra record di ben 50 iscritti alla vigilia della partenza.


"Sono una cifra più che rilevante - annotava il cronista della "Gazzetta di Parma" - ma che certamente dovrà ancora aumentare. Si può dire con orgoglio che tutti i campioni hanno risposto all'appello. Rogai, Faraglia, Contarini, Visioli, Arcangeli, Zanchetta, Nuvolari, i due Varzi, Mariani, Raggi, Gnesa, Saetti, Roero, i nostri Fiaccadori e Fortunati, Self, che è il vincitore della recente Milano-Napoli, e gli altri numerosissimi daranno domenica alla rombante contesa quell'aspetto di grande passionalità che nessun'altra prova del campionato ha finora ottenuto.


Sono intanto incominciati sul percorso gli allenamenti, vi abbiamo visto ieri Fortunati, Fiaccadori e Battioni. Le strade, che abbiamo visitato con la Fiat del ragionier Neri, sono eccellenti. Oggi incomincerà il loro trattamento con l'Apulvis per ottenere la completa soppressione della polvere. La costruzione delle tribune, box e passerella è quasi completata".


Come si vede, un'organizzazione assai complessa, con dettagli che oggi possono far sorridere come l'impiego di un prodotto, l'Apulvis, destinato a rendere meno polverose le "strade bianche" del tempo.
Ma dalle "avvertenze per i concorrenti" spuntano altre curiosità, come la questione del "peso" dei centauri. Ecco cosa scriveva la "Gazzetta di Parma" in proposito:
"Il concorrente che non raggiungesse il peso di chilogrammi 60 dovrà presentarsi munito di adeguata zavorra che sarà dagli organizzatori applicata alla macchina mediante piombi.
Il concorrente è tenuto a far verificare al termine della gara la zavorra, qualunque sia il suo posto in classifica, pena la esclusione dalla classifica stessa".


Si svolgevano intanto numerose altre manifestazioni dedicate allo sport dell'automobile. Nel 1926 il R.A.C.I. Parma (Reale Automobile Club d'Italia), fondato dai medesimi promotori dell'Auto-Moto-Club, organizzò per il 29 giugno1927 il proprio Campionato Provinciale, diviso in due parti: da Parma a Poggio di Berceto, quindi una prova di velocità dal Poggio al Passo della Cisa.
Per rendersi conto di come si svolgessero le corse automobilistiche su strada in quei tempi vale la piena di riprendere in mano ancora una volta la "Gazzetta di Parma" che, nella rubrica intitolata "La vita degli Sports", il 30 giugno 1927 così tra l'altro scriveva:


"Sono le 7,39 e il dott. Corradi dà il via all'avv. Laurens che è raggiante di soddisfazione per la riuscita della sua manifestazione e che per dare esempio parte come un bolide.
L'assordante rombo dei motori e il fuoco di fila degli obiettivi non ha fine se non dopo l'ultima partenza che avviene alle ore 7,51 con Nando Peretti.
Battioni e Passerini non partono mentre invece si aggiunge ai concorrenti M. Lusignani su Fiat 509.
Gelmini, sulla sua potente Cerano, è fermo prima ai Baccanelli poi sul ponte di Sala per noie alle candele e, non avendone di ricambio, dovrà attenderne una in prestito, cosa che gli fa perdere parecchio tempo al punto da deciderlo al ritiro. Anche Sidraco Soliani è fermo a Sala Baganza.
A bordo della Fiat dell'abilissimo Socrate Compiani ci portiamo d'un balzo al Poggio di Berceto, avendo così agio di poter constatare un magnifico servizio d'ordine tenuto sul percorso dalla Milizia Volontaria.
Verso le 10 irrompe sul Poggio E. Lusignani che taglia il traguardo per primo seguito dagli altri che, alla chetichella e con rabbiose accelerate, svoltano rapidi la curva d'arrivo.


Andiamo alla caccia di incidenti, pochi e lievi e così: Lusignani E. ha perso 7 minuti a Stradella per rottura del tubo di scarico; Tedoldi ha forato a Casa Selvatica nel secondo giro; Ghirardi, il vincitore, ha fatto tutta la corsa senza freni essendo inservibili; Storti Gaiani a Sala ha forato; come pure Senetiner; Bianchi perde il copertone posteriore sinistro proprio nell'abbordare l'ultima curva; Rienzo Slawitz ha fatto metà corsa con tre soli cilindri e l'avv. Laurens ha avuto continue noie alla carburazione che lo hanno obbligato a fermarsi ben sei volte facendogli perdere quasi mezz'ora, appena appena riesce a classificarsi fra gli ex aequo.
Unico solo incidente un po' grave è la capriola di Nando Peretti oltre Cassio. Essendo un po' stanco aveva ceduto momentaneamente il volante al meccanico Violante il quale, in una curva in discesa, diede una brusca frenata, i freni non risposero e la macchina uscì di strada capovolgendosi.
Tanto il Peretti che il Violante furono caricati a bordo della macchina del comm. Passerini Luigi e trasportati a Berceto dove vennero riscontrate loro lievi ferite.
Ci portiamo sul passo della Cisa per la gara di velocità che inizia alle 11,30.
Nuovo rombo di motori, nuove audacie di entusiastici gentlemen che si rubano i posti in classifica a colpi di minuti secondi. Degli ex aequo solo l'avv. Laurens non parte e Manfredo Lusignani si ritira per scoppio di una gomma a duecento metri dalla partenza. Ottima la condotta di gara del giovane Adriano Furlotti, che con una minuscola 509, ha saputo battere macchine di cilindrata ben maggiore come pure Fortunati, Senetiner, Storti e Rodolfi fecero una bella corsa.
Il cav. Tedoldi ha dovuto perdere per rottura della terza velocità mente Ghirardi soffiava per 4 secondi la vittoria a Bernardi".
Meno di un mese dopo, al Cornocchio di Golese, si svolse una significativa cerimonia civile-religiosa strettamente legata all'automobile. Si trattava dell'inaugurazione di un "faro" dedicato a San Cristoforo. Così scriveva il "Corriere Emiliano" alla vigilia dell'avvenimento:


"Da domani 24 corr., anche nelle nostre strade e ,con maggiore precisione, al Cornocchio di Golese ove esiste una svolta assai pericolosa, nella strada provinciale, si avrà un faro dedicato a San Cristoforo che segnerà il pericolo e proteggerà quanti di notte avranno a superarlo".
Il R.A.C.I. di Parma proseguì la propria intensa attività sportiva. Il 16 giugno 1929 si svolse in città un'applauditissima gimkana di auto; il 19 maggio 1930 venne disputato il Campionato Sociale di velocità in salita sul percorso Berceto-Passo della Cisa, abbinato alla gara di regolarità con itinerario Parma Molinetto-Collecchio-Fornovo-Poggio di Berceto.


Nella gara di velocità i partiti furono 16 e gli arrivati 16. Il vincitore fu il fidentino Nando Peretti su Alfa Romeo 1750. Nella classifica per classi risultarono, per la prima classe (sino a 1100 cm), 1º Rienzo Slawitz su Marinella e, per la seconda classe (oltre i 1100 cm) 1º Nando Peretti al quale fu aggiudicato il titolo di campione provinciale per il 1930 e i vari premi e la coppa in palio.
Nella gara di regolarità i partiti furono 29 e gli arrivati 21. Quello meglio classificato risultò Piero Panicieri su Bugatti, ultimo il cav. Peretti.


Il 17 maggio 1931 veniva nuovamente disputato il Campionato Automobilistico Provinciale. L'itinerario partiva da Parma per raggiungere Salsomaggiore, dove aveva termine la gara di regolarità. Da Salso, poi, aveva inizio la prova di velocità con traguardo a Monte Sant'Antonio. (...)
Rienzo Slawitz giungerà primo a Salsomaggiore. Ecco come la "Gazzetta di Parma" descrisse il suo arrivo:
"Pur avvicinandosi l'ora del mezzogiorno, lungo l'imponente viale, il pubblico abbastanza folto attende i primi arrivi.L'attesa non sarà troppo lunga. Infatti in fondo al viale spuntano le prime macchine: la Marinella di Slawitz, la Fiat di Pier Capponi e quella di Borri, poi le altre. Ma quasi tutti giungono in anticipo cosicché debbono filosoficamente sostare. Prima a tagliare il traguardo è la macchina di Slawitz ed alla spicciolata giungono le altre. Salsomaggiore in breve si popola di macchine rombanti che i vigili urbani disciplinano perfettamente.

Gli ultimi arrivi sono registrati poco dopo il mezzogiorno".
È da registrare la circostanza che la prova di regolarità Parma-Salsomaggiore si svolse su strade aperte al normale traffico che, pur se scarso a quei tempi, poteva provocare difficoltà. Invece la prova di velocità venne effettuata su strade chiuse alla circolazione ordinaria.


La giornata si concluse con un pranzo sociale al "Valentini" di Salsomaggiore, con la partecipazione - dissero le cronache - di "un folto gruppo di distinte signore e signorine". E il programma precisava che "i signori concorrenti" potevano partecipare in "abiti sportivi".


Ma la passione automobilistica ha avuto anche a Parma, come altrove, momenti di grande intensità al passaggio della "Mille Miglia". Le auto dei concorrenti giungevano a Parma, nel corso delle prime edizioni (e fino al 1933), con provenienza da Casalmaggiore dopo aver attraversato il ponte di barche a Colorno. Dal 1934, invece, il passaggio a Parma avvenne sulla via Emilia, con le auto che provenivano da Piacenza. Analogo percorso venne seguito nell'ultimo dopoguerra fino alla soppressione della corsa.

pagina a cura di Nunzia Manicardi
testo di Gianni Franceschi e Gianni Slawitz dal volume "AC Parma 1913-1998"
per gentile concessione dell'AC Parma