Piacenza 1947, il Circuito

Nel 1947, a Piacenza come in quasi tutto il Paese, c'era ancora penuria di cibo, mancavano molti vetri alle finestre sostituiti da cartone verdastro, gli edifici colpiti dalle bombe mostravano le loro ferite rosse di mattoni divelti. In questo scenario, bigio e smozzicato, in cui la ripresa della vita s'avvertiva esitante, offesa per il ricordo ancora stampato sui muri del conflitto da poco terminato, ed ancor più per le quotidiane difficoltà nei più elementari bisogni: in questa città, antica piazzaforte militare che aveva subìto, dopo la stanca e anacronistica presenza del nostro esercito ippotrainato, l'invasione lacerante della Wehrmacht, delle S.S., dei mongoli ed infine l'allegra prevaricante baraonda di inglesi, yankees, brasiliani, indiani, australiani: in questa Piacenza c'era, nel 1947, un luogo magico. Il Fàcsal (Wauxhall).

Il Fàcsal

Il viale che orna la sommità delle mura antiche rivolte a sud, affacciate sulla campagna allora verde ed intatta, era lo spazio della gioia, del cimento, della novità. Il nastro stradale era sconnesso ma rattoppato qua e là nelle buche più profonde e l'ombra dei platani favoriva la presenza del pubblico. Era il sito ideale per le gare: di biciclette, di motociclette, di motorini, anche di scooters, organizzate con grande fantasia e con pochissimi mezzi. Mancavano gomme e benzina, si saccheggiavano i veicoli militari dismessi dagli eserciti vincitori e vinti.

Il Circuito

L'11 maggio 1947 l'Automobile Club di Piacenza organizza, sul Fàcsal, un'importante gara di automobili: il circuito di Piacenza, con il titolo di 1ª Gara di Campionato 1947.
Occorre ricordare che in Italia, allora, non esistevano impianti fissi (quello di Monza era invaso da mezzi militari accantonati) e che la "Formula 1" non era ancora stata inventata (occorrerà attendere i1 1950).
Tanto importante era questo appuntamento automobilistico del dopoguerra che convennero a Piacenza tutte le aziende che stavano contribuendo alla rinascita dell'industria e quindi dell'agonismo motoristico. Esso fu esaltato soprattutto dal più straordinario evento automobilistico del dopoguerra: il debutto della Casa Ferrari.
Il presidente Fabbri e il direttore Tonini organizzarono un circuito di 3.300 metri che si snodava dal Fàcsal allo Stradone Farnese: chiamarono a reggere la corsa il migliore direttore di gara del momento, Castagneto (uno dei quattro inventori della Mille Miglia, insieme con Maggi, Mazzotti Canestrini).
Erano presenti "tutti gli uomini che contano" dell'automobilismo: Brivio (presidente CSAI), Maggi (già ricordato per la MM), l'ing. Colombo (autore del rivoluzionario progetto della nuova Ferrari), lo spericolato Sanesi (pilota collaudatore dell'Alfa Romeo), l'ing. Massimino (grande progettista di telai e motori Maserati), Taruffi, Tadini, Ascari, Etancelin, Serafini, Villoresi (i migliori piloti mondiali del momento).
Occhieggiavano da balconi lungo il percorso Enzo Ferrari e i fratelli Maserati.

La Formula 750

La prima gara vide partire 23 auto (tutte Fiat Topolino elaborate e maggiorate artigianalmente fino a diventare agili "barchette", eccetto l'Urania di Taraschi, che montava un BMW bicilindrico, quello delle motocarrozzette della Wehrmacht).
Questa prova poteva essere definita "il debutto dei carrozzieri". Erano alla partenza, infatti, Zagato e Bertone, anche se nessuno dei due ebbe fortuna.
Vinse Avalle, che spinse la sua Topolino a 98,835 Km/h di media!

La Formula 1100

Scattano 19 concorrenti, tutti al volante di Fiat (anche in questo caso derivate da berline 1100, la maggior parte d'anteguerra, elaborate e carrozzate a "barchetta", la più elegante delle quali era quella di Righetti prodotta da Stanguellini su progetto di Massimino).
Righetti è anche il più veloce: vince e tocca i 110,608 Km/h. Si segnalano Scagliarini e, fra i piacentini, Auricchio (secondo) e il "motociclista" Cavacciuti (terzo).

La Formula massima

I 19 concorrenti costituiscono una parte importante della storia automobilistica italiana:
- Cortese (a cui Ferrari imputa un'eccessiva fantasia nel colore dei calzini!), unico alfiere della nuova Ferrari 125 S (Farina, futuro campione mondiale 1950, si è ritirato per un "banale incidente": è un eufemismo, in realtà, poiché nelle prove ha "stampato" la sua 125 S su un platano);
- Barbieri, ottimo pilota "privato" della Maserati, corre con una vettura fortissima, 6 cilindri 3 carburatori (progetto anteguerra);
- Rovelli, su BMW 2000;
- Angiolini, Maserati ufficiale, velocissimo in prova;
- Bracco, il grande stradista, vincitore di 100 gare, su Maserati (telaio Fiat);
- Beltracchini, corre con la 815, quella Auto-Avio Costruzioni assemblata da Ferrari con materiale Fiat quando ancora non poteva esprimere il proprio marchio;
- Cornaggia (Alfa Romeo) e Balestrero (Fiat 2800), costanti presenze nelle gare d'allora.
La storia della gara, ormai codificata in tutti i testi, registra ai primi due posti Barbieri e Angiolini su Maserati: Barbieri tocca i 115,338 Km/h!
La Ferrari dimostra le sue grandi qualità velocistiche: attardata da una partenza infelice, corre nelle prime posizioni fino al ventisettesimo giro (su trenta), quando un guasto alla pompa di alimentazione costringe Cortese al ritiro. Dopo pochi giorni, a Roma, al Circuito di Caracalla, porterà la Ferrari "tipo Piacenza" alla sua prima vittoria. Verranno poi Vercelli, Vigevano, Varese, Forlì e Parma, per un totale di 6 vittorie in 2 mesi conquistate sia da Cortese che dal grande Nuvolari!

pagina a cura di Nunzia Manicardi, testo dell'arch. Paolo Resmini dal volume di ACI Piacenza e Banca di Piacenza "Piacenza 1947 il Circuito"


per gentile concessione dell'ACI Piacenza