L'Autodromo "Enzo e Dino Ferrari" di Imola e il Gran Premio di San Marino

Storia del Circuito

 

Anche l'Autodromo di Imola nacque nel 1950 nel terribile dopoguerra:per risolvere il problema della disoccupazione  le istituzioni rispondevano con "soluzioni-tampone" come quella di impegnarli in improvvisati lavori pubblici. L'Autodromo di Imola fu appunto uno di questi.Anche se nacque su un territorio che fin dall'80 avanti Cristo, dai tempi cioè in cui la Imola romana si chiamava Forum Cornelii, ospitava un anfiteatro dove correvano le bighe! Quella dell'autodromo era un'idea derivata da quella di quattro imolesi appassionati di corse motociclistiche. I quattro - che si chiamavano Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi - avevano pensato di realizzare un autodromo prendendo spunto dalla costruzione della strada che, alla fine degli anni Quaranta, era stata approntata - sempre in quell'ottica dei lavori "socialmente utili" - per collegare la via Emilia, all'altezza dell'attuale curva della Rivazza, con il paese di Codrigano, fino all'attuale curva della Tosa. L'idea dell'autodromo andò perfezionandosi grazie all'apporto di Checco Costa, che diventerà in seguito l'organizzatore di importanti manifestazioni motociclistiche.

Il collaudo di Ferrari

Il 22 marzo 1950 venne posta la prima pietra:fu solo il 19 ottobre del 1952 che la pista poté subire il primo vero collaudo. Fu lo stesso Enzo Ferrari, che si era interessato fin dall'inizio al nuovo autodromo (anche perché ne avrebbe potuto avere bisogno personalmente, dato che a Modena l'Aerautodromo non era ancora pronto) a mandare una 340 Sport, sulla quale si alternarono Ascari, Marzotto e Villoresi girando alla media di 149 km/h. Provarono anche le motociclette: Masetti, su Galera, assieme a Lorenzetti e Montanari, entrambi su Moto Guzzi, che registrarono medie di 138 km/h.

 

Inizia l'attività agonistica

L'inizio ufficiale dell'attività agonistica lo si ebbe il 25 aprile del 1953, con la manifestazione motociclistica GP Coni valida per il campionato italiano della 125 e della 500. L'anno successivo, 1954, prese il via anche il grande automobilismo con una delle tante, esaltanti sfide tra Ferrari e Maserati, la "Conchiglia d'oro Shell" riservata alle vetture Sport.  Il 21 aprile 1963 scende in pista la Formula 1 con un gara non titolata. Vince Jim Clark con la Lotus 25. Assente la Ferrari, nonostante fosse stata annunciata con John Surtees. Due anni dopo, nel 1965, viene costruita la tribuna coperta sul rettilineo d'arrivo. Nel 1969 arriva il Motomondiale con il GP delle Nazioni. Anche questa volta, tuttavia, manca al via il costruttore italiano di maggior prestigio, l'Mv Agusta. Nel 1970, con una cerimonia alla quale partecipa Enzo Ferrari, l'impianto viene dedicato a suo figlio Dino (nato nel 1932 e prematuramente scomparso nel 1956). Il 23 aprile 1972 un'altra grande iniziativa motociclistica approda a Imola: Checco Costa si inventa la "Daytona d'Europa", ovvero la mitica 200 Miglia trasportata sull'altro lato dell'Atlantico. Nel 1979 il circuito diventa permanente; fino a quel momento, infatti, alcuni brevi tratti di pista erano utilizzati per la viabilità ordinaria. Nello stesso anno, il 19 settembre, con il GP Dino Ferrari, gara non titolata, inizia a Imola la nuova era della F.1. Il 14 settembre 1980 l'Autodromo ospita il 51° GP d'Italia, appositamente spostato per quell'anno da Monza. È, per Imola, la prima gara di Formula 1 valida per il Mondiale. Il 3 maggio 1981 nasce il GP di San Marino, che si corre sull'Autodromo di Imola. L'8 giugno 1986 Imola ospita per la prima volta una gara del Campionato Internazionale di F3000.

 

"Enzo e Dino Ferrari"

Dopo la scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta il 14 agosto 1988, il nome del "Drake" viene affiancato a quello del figlio Dino nella denominazione dell'Autodromo di Imola. Il 23 aprile 1989, alle 14.38, la Ferrari n. 28 di Gerhard Berger tira diritto alla curva del Tamburello e si schianta a 280 km all'ora, incendiandosi sotto gli occhi inorriditi della folla. L'intervento dei servizi di sicurezza dura 14.98' secondi interminabili, ma riesce ad avere la meglio delle fiamme e a salvare la vita al giovane pilota, che in seguito riuscirà anche a riprendere la carriera agonistica. Il 30 aprile 1994 però, durante le qualifiche, e il 1º maggio, poco dopo l'inizio del 14º GP di San Marino, accadono altri due incidenti, questa volta dall'esito infausto. Perdono la vita i piloti Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. A seguito dei due incidenti mortali, l'anno successivo la pista viene ampiamente rivista: scompaiono le curve Villeneuve e del Tamburello, sostituite da due varianti. Il 1° settembre 1996 il Motomondiale, che mancava dal 1988, torna a fare tappa ad Imola con il GP di Città di Imola.Nel 2001 a Imola tornano anche le moto con il più spettacolare ed affascinante Campionato del Mondo Superbike.

 

I piloti italiani che hanno corso ad Imola

Sono 140 i piloti, di 26 nazionalità diverse, che hanno partecipato al Gran Premio di San Marino. Predominano i piloti italiani con 30 presenze; seguiti dai francesi con 19 e dai britannici con 16.

Italia: M. Alboreto, L. Badoer, M. Baldi, F. Barbazza, P. Barilla, V. Brambilla, A. Caffi, I. Capelli, A. Chiesa, E. De Angelis, A. De Cesaris, T. Fabi, G. Fisichella, B. Gabbiani, P. Ghinzani, B. Giacomelli, C. Langes, N. Larini, PL. Martini, S. Modena, A. Montermini, G. Morbidelli, A. Nannini, R. Paletti, R. Patrese, E. Pirro, D. Schiattarella, G. Tarquini, J. Trulli e A. Zanardi.

(dati tratti dal sito ufficiale dell'Autodromo di Imola)

Ricostruzione a cura di Nunzia Manicardi