Automobilismo piacentino, una storia che viene da lontano...

La storia motoristica piacentina inizia alla fine dell'Ottocento, con una serie di eventi e manifestazioni che accaddero in città e provincia.

Gare nella città di Piacenza

Già nel1899 fu indetta una corsa su strada di 100 Km. con percorso Piacenza-Cremona-Borgo S. Donnino-Piacenza.
In quest'anno, oltre all'uscita della prima Marchand, vennero organizzate, durante le feste di Ferragosto, ben quattro gare per "gli automobili", com'erano chiamate a quel tempo le vetture, in cui i mezzi erano suddivisi in classi a seconda del peso.

La prima a svolgersi fu la gara su strada che si corse sul triangolo Piacenza, Monticelli d'Ongina, Castelvetro, Villanova sull'Arda, Busseto, Borgo S. Donnino (l'odierna Fidenza), Fiorenzuola, Pontenure, Piacenza per un totale di circa 100 chilometri.

I primi concorrenti giunsero dopo circa 2 ore di corsa. Il primo ad arrivare fu Luigi Storero.
Il 16 agosto, nell'anello normalmente riservato alle corse dei cavalli, si disputarono le altre 3 competizioni: un concorso di dirigibilità, consistente nel percorrere un giro di pista misurante 804 metri nel minor tempo possibile; una gara di velocità sulla distanza di 7 giri e una corsa a handicap di 3 giri.

Bobbio-Penice

Era una gara di velocità in salita, organizzata dal 1929 dall'Automobile Club di Piacenza, molto impegnativa che si snodava lungo i tornanti non asfaltati che da Bobbio conducevano sino al Monte Penice.
La prima edizione del 1929, che per la città significò l'esordio organizzativo, fu vinta dal conte Luigi Visconti di Modrone su Bugatti.
Nel 1930, la seconda edizione vide la vittoria di Clemente Biondetti su Bugatti, che precedette Amedeo Ruggeri su OM.
La terza edizione del 1931 fu vinta da Enzo Ferrari su Alfa Romeo 8C 2300. Fu quella la sua ultima gara disputata come pilota.
Dopo una lunga pausa, la Bobbio-Penice venne ripresa nel 1952.
Nella quinta edizione del 1953 Giacomo Parietti si aggiudicò la gara su Fiat 500 Sport, mentre l'anno successivo vinse la Lancia Aurelia di Camillo Luglio.
Dopo un'altra interruzione di sette anni, l'Automobile Club di Piacenza riuscì ad organizzare la settima edizione nel 1961 su un tracciato completamente asfaltato. La vittoria andò a Gianni Brichetti su Maserati 2000 sport. L'edizione del 1962 vide ben 130 partecipanti. La vittoria andò a Claudio Corini su Maserati 2000 sport. L'ultima Bobbio-Penice si disputò nel 1963 e decretò il successo di Mario Casoni su Cooper junior.

Castell'Arquato-Vernasca

Gara di velocità in salita organizzata dall'Automobile Club Piacenza per 17 edizioni: dal 1953 al 1972.
La parte iniziale era contraddistinta da una strada di fondovalle, la seconda era invece un vero tracciato in salita, con 34 curve di cui la maggioranza tornanti e con pendenze che arrivavano anche al 10%.
Alla prima edizione (1953) parteciparono circa 40 piloti.
Nelle edizioni successive i concorrenti si moltiplicarono: 60 nel 1954 (vittoria di Auricchio), 90 nel 1955 (successo di Massimo Leto di Priolo), oltre il centinaio nelle due edizioni successive vinte entrambe da Nando Pagliarini.
Nel 1960 la corsa era ormai diventata famosa: Dalmazio Calvi vinse su Stanguellini formula Junior, seguito da Geki Russo.
Nel 1961 parteciparono tutti i più grandi specialisti: Odoardo Govoni con la Maserati Birdcage, Nando Paglierini con la Ferrari 250 competizione passo corto e Ludovico Scarfiotti con la OSCA 1500. Il vincitore fu Govoni.
Nell'edizione 1962 tornò alla vittoria Paglierini con la Ferrari 250.
Nel 1963 fu la volta di Vittorio Venturi su Abarth 1000 barchetta.
Nel 1965 la vittoria se la disputarono due vecchie conoscenze della Vernasca: Noris e Vincenzo Nember, il primo su Porsche 904 a motore posteriore, il secondo su Ferrari 250 GTO. Vinse quest'ultimo con uno scarto di 3 secondi su Noris.
Il 1967 fu un anno "tutto piacentino": Roberto Bertuzzi si aggiudicò, alla guida di un'Abarth 2000 ufficiale "affittata", la tredicesima edizione.
L'ultima edizione della Castell'Arquato-Vernasca fu disputata nel 1972 ma venne compromessa dal maltempo. Vinse, tra mille ritiri, il milanese Matteo Corno su Alfa GT 1.6.


Castell'Arquato-Vernasca moto

Questa gara di velocità in salita fu anche motociclistica dal 1958. Vinse Attilio Damiani su Bianchi.
Il piacentino Fausto Capanna su Parilla 175 sport si aggiudicò la seconda edizione che venne disputata nel 1959.
L'anno successivo si impose Gigi Perotti su Morini 175 sport.
La quarta edizione del 1961 e la quinta furono appannaggio di Attilio Damiani su Morini 175.
La sesta del 1963 registrò il trionfo di Giacomo Agostani su Morini. Il 1965 fu la volta di Angelo Tenconi su Aermacchi.
Nel 1967 la Castell'Arquato-Vernasca venne accorciata e trasformata in Lugagnano-Vernasca e così disputata fino al 1971. Questi i nomi dei vincitori assoluti: Otello Buscherini (1967), Roberto Gallina (1968), Gianfranco Buffarello (1969), Germano Paganini (1970-1971).


Circuito di Piacenza

L'11 maggio 1947 l'Automobile Club di Piacenza organizzò il Circuito di Piacenza come prima Gara di Campionato del 1947: 3,3 chilometri che si snodavano dal Facsal (il pubblico passeggio di Piacenza) allo Stradone Farnese. Fu chiamato a dirigere la corsa Renzo Castagneto. Convennero a Piacenza tutte le Case automobilistiche più importanti, dalla Maserati alla neonata Ferrari, dall'Alfa Romeo alla Fiat.
La prima gara (formula 750) vide partire 23 auto, tutte Fiat Topolino elaborate e maggiorate, ad eccezione dell'Urania di Maraschi. In questa categoria parteciparono come esordienti piloti due giovani carrozzieri: Elio Zagato e Nuccio Bertone.
Nella formula 1100 partirono 19 concorrenti, praticamente tutte Fiat 1100 elaborate e trasformate in barchette, come quella del vincitore Righetti prodotta da Stanguellini su progetto di Massimino. Nella massima categoria, tra i 19 concorrenti, figurava per la prima volta la Ferrari 125 S, al suo debutto con Cortese. C'erano poi le Maserati A6 di Barbieri e Angiolini, la BMW 2000 di Rovelli, Cornaggia con l'Alfa Romeo e Balestrero con la Fiat 2800.


Milano-Piacenza-Palermo

Nel 1902 partiva da Piacenza una Marchand 16 HP. La gente diceva: "sono matti...". I "matti" erano il campione automobilista locale, Giuseppe Tamagni, il direttore della "Gazzetta dello Sport", Costamagna, e il giornalista Edgardo Longoni, appollaiato su un seggiolino di fortuna, posto sul bagagliaio della macchina. Stavano effettivamente compiendo una impresa "folle": congiungere automobilisticamente la "capitale" del nord a quella del sud. Furono 5000 i chilometri percorsi, ma la Marchand non si fermò quasi mai e fece il suo ritorno trionfale a Milano il 28 maggio.

Rally delle Valli Piacentine

Nel 1971 venne organizzata la prima edizione del rally delle Valli Piacentine, sotto forma di "caccia al tesoro", per aggirare la decisione della Questura di Piacenza che aveva negato le necessarie autorizzazioni. Al via 136 equipaggi. Ebbe la meglio l'Autobianchi A112 di Prati-Tonini.
La seconda edizione fu vinta dalla Lancia Fulvia 1.6 HF di Pelganta-Binchetti.
Quella del 1975 fu sicuramente l'edizione più importante: parteciparono ufficialmente la Fiat, la Lancia, l'Alfa Romeo e la Opel. Tra tutte si impose la 131 Abarth di Baccelli-Scabini.
Nel 1976 vinse la Stratos di "Tony".
Le successive edizioni furono vinte da Vudafieri (1978, Lancia Stratos), "Tony" (1979, Stratos), Verini (1981, Opel Ascona 400).

(pagina a cura di Nunzia Manicardi su materiali gentilmente concessi dal C.P.A.E. e tratti dal loro sito)