Automobile Club Modena e Angelo Orlandi
Una motorizzazione inarrestabile
Dal remoto 26 febbraio 1926, data di costituzione dell'A.C. Modena, di strada l'automobile "modenese" ne ha fatta davvero tanta. A ricordarlo ci sono alcuni splendidi album editi dall'A.C. Modena per i propri soci e che costituiscono oggi una preziosa documentazione degli anni d'oro del "boom".
Per esempio: il 31 dicembre 1957 la popolazione della provincia di Modena era di circa 500.000 residenti con poco più di 12.000 vetture, 1 cioè ogni 41 abitanti.
Vent'anni dopo la popolazione era salita a 580.000 unità, ma le vetture erano diventate più di 200.000, con una media di 1 ogni 2,7 abitanti! Il che equivale anche a dire che, già alla fine del 1976, ogni famiglia modenese aveva l'effettiva disponibilità di un'automobile.
All'interno della provincia, il primato spettava a Carpi, con l'indice di motorizzazione più alto di tutta Italia.
Ciò - che si spiega con la parallela crescita economica del Modenese - dà un'idea della richiesta di servizi che dovette sopportare l'A.C.Modena. Il tutto continuando, come previsto dallo Statuto, ad "attuare le forme di assistenza tecnica, stradale, economica, legale, tributaria, assicurativa, nonché a "incoraggiare e organizzare le attività sportive automobilistiche, esercitando i poteri sportivi che gli provengono dalla Fédération Internationale de l'Automobile - F.I.A.".
Per realizzare tutti questi impegni l'A.C.Modena, nel ventennio '57-'77, creò un'articolata organizzazione di servizi periferici conseguendo un record: in rapporto alle vetture circolanti quello di Modena fu l'A.C. con il maggior numero di delegazioni.
Creò anche, a partire dal 1953, cinque apposite Commissioni: sportiva, giuridica, per il traffico e la circolazione, tecnica, turistica.
Nel 1957 iniziò poi il processo di formazione dei beni patrimoniali dell'Ente, perché in precedenza non possedeva nulla.
Così l'A.C.Modena, al termine del periodo, disponeva non solo di una sede sociale di sua proprietà (l'intero stabile di Viale Verdi n.7, tuttora sede), ma anche di un Centro di Motorizzazione che a quei tempi era una struttura unica in Italia.
Fu creata la gestione dei parcheggi, un servizio svolto per i soci in particolare ma anche per tutti gli automobilisti modenesi: parcheggi custoditi, con personale apposito e copertura assicurativa alle vetture per i rischi connessi alla sosta.
Sono aspetti, anche questi, che documentano come la storia dell'A.C. Modena (tuttora presieduto da Angelo Orlandi e diretto dal 1980 da Giovanni Conti) sia parte integrante della storia della città, proprio come quell'automobilismo sportivo che ad essa intimamente si collega.
(ricerca effettuata da Nunzia Manicardi)
Angelo Orlandi
Suo padre era Renzo Orlandi: è stato lui a dare alla Carrozzeria Orlandi - che oggi ha superato i 140 anni di vita - fama e lustro internazionale con la costruzione di autobus anche esportati in molti paesi stranieri. Non a caso Renzo Orlandi, con Ferrari e Orsi, nel 1955 è stato nominato Cavaliere del Lavoro.
La vita del figlio Angelo nell'Automobile Club Modena è cominciata per hobby dopo la guerra quando, neo-laureato in ingegneria, è entrato a far parte di una Commissione Sportiva che organizzava gare.
L'ambiente automobilistico sportivo lo entusiasmava e lo entusiasma tuttora. Così, su proposta di Enzo Ferrari, è entrato nel Consiglio Direttivo dell'A.C. Modena che, nel 1955, lo ha nominato presidente: con i suoi 50 anni di servizio è il decano dei presidenti di Automobile Club Provinciali. E' stato per anni titolare e amministratore delegato della Carrozzeria Orlandi. Nel 1972 ha sottoscritto un accordo con la Fiat, che è entrata come azionista di maggioranza per acquistare poi l'intero pacchetto nel 1989. All'Orlandi lavorano i figli di Angelo, che rappresentano così la quinta generazione di questo glorioso nome.
(ricostruzione effettuata da Nunzia Manicardi sulla base di un'intervista ad Angelo Orlandi)
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