I Piloti bolognesi del Motociclismo Storico

Piloti bolognesi

Sono tanti i piloti bolognesi impegnati in campo motociclistico nazionale e internazionale dai primi decenni alla metà circa del Novecento. Antonio Campigotto ha effettuato una pregevole ricostruzione della loro presenza e della loro attività sul periodico del Museo del Patrimonio Industriale del Comune di Bologna "Scuolaofficina", che riportiamo qui integralmente:

Dal 1920 alla seconda metà degli anni '40 diversi piloti bolognesi primeggiano in campo nazionale e internazionale.


Guglielmo Sandri (attivo dal 1925 al 1940) è stato sicuramente tra i più grandi. Agli inizi della sua carriera egli corre con la G.D., ma in seguito porta al successo numerose altre marche tra cui le bolognesi Dall'Oglio, Aquila/DKW, C.M., M.M. Nel 1939, con la Guzzi 250, batte sull'Autostrada Bergamo-Brescia sei record mondiali. Pilota preparato e competente anche nel campo della meccanica, egli era apprezzato per la sua temerarietà e il carattere guascone.


Olindo Raggi (nato a Forlì ma bolognese di adozione) gareggia solo dal 1920 al 1926, quando muore durante lo svolgimento del quinto Giro d'Italia. Egli corre all'inizio con moto di grande cilindrata (è Campione Italiano su pista nel 1920 e '21 con la Harley-Davidson), ma anche con la G.D. 125. Nel 1923 batte il record mondiale sul chilometro lanciato con una Excelsior e l'anno successivo si aggiudica il Giro d'Italia.


Amedeo Ruggeri è grande protagonista in quegli stessi anni. Anch'egli privilegia le moto potenti e si aggiudica nel 1922 il Raid Nord-Sud e il Gran Premio delle Nazioni, mentre nel 1923 si impone nel Campionato Italiano. Le sue vittorie sono ottenute con la Indian, la Harley-Davidson, la Guzzi, la DKW, la G.D., Muore nel 1932 sul Circuito di Montlhéry pilotando un'auto Maserati da record.


Jader Ruggeri, figlio di Amedeo, esordisce nel 1923 - all'età di dieci anni - al Velodromo di Torino vincendo su di una motocicletta G.D. 125. Fino al 1928, quando può finalmente essere iscritto a gare ufficiali, partecipa a molte altre esibizioni alternandosi nella vittoria con il fratello minore Luigi. Dal 1932 - quando muore il padre - al 1938 abbandona momentaneamente le corse, impegnandosi come meccanico del settore corse della Maserati, per poi riprendere con numerose vittorie.


Ma vi sono altri piloti meritevoli di considerazione:
Amedeo Tigli (attivo dal 1921 al 1932), che corre tra l'altro con la G.D. e soprattutto sulla M.M. con la quale conquista il Campionato Italiano motociclette nel 1926 e 1927;
Luigi Bonazzi, la cui carriera si svolge dal 1927 al 1940 tutta alla M.M. dove era anche impiegato come operaio. Egli conquista nel 1933 il record mondiale di velocità per le moto da 175 cc e nel 1936 batte il record del chilometro e del miglio lanciati sull'autostrada Firenze-Mare;
Nino Martelli, che corre dal 1934 al 1948, montando nella prima parte della carriera moto C.M. e M.M. per poi vincere nel 1946 il Campionato Italiano Seniores 250 su Guzzi.
Una citazione meritano anche Mario Cavedagna, che nella sua breve carriera di pilota, dal 1923 al 1925 - fonderà poi la C.M. - conquista su G.D. nel 1924 il record italiano sul chilometro lanciato, e Alfonso Morini, che alla M.M. - prima di mettersi in proprio - oltre che socio e tecnico era pure pilota, tanto da vincere numerose corse stabilendo anche nel 1927, in occasione del Gran Premio delle Nazioni a Monza, sei primati mondiali con una moto da 125 cc.
Nel secondo dopoguerra i piloti bolognesi non saranno più al vertice così come era stato nel periodo precedente.

Vale però la pena di ricordare alcuni nomi: Luigi Ruggeri (figlio di Amedeo e fratello di Jader), che corre dal 1923 - quando all'età di otto anni si esibiva con Jader sulle G.D. - al 1948; Arciso Artesiani, Campione Italiano Juniores nel 1947; Leopoldo Tartarini, vincitore assoluto del Motogiro nel 1953; Guido Borri e Walter Lenzi, dominatori della Milano-Taranto per quanto riguarda i side-car nel 1953-1954.

Fonte: Antonio Campigotto in "Scuolaofficina"
periodico di cultura tecnica del Museo del Patrimonio Industriale del Comune di Bologna, n. 2, 1996

 

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