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ENZO FERRARI

Enzo Anselmo Ferrari (Modena, 18 febbraio 1898 – Modena, 14 agosto 1988) è stato un imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico italiano, fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome, la cui sezione sportiva, la Scuderia Ferrari, conquistò, lui vivente, 9 campionati del mondo piloti di Formula 1 e 15 totali.

Suo padre possedeva un'officina di carpenteria metallica, che occupava circa 30 dipendenti impegnati nella costruzione di ponti e tettoie per le ferrovie dello stato.
All'età di 10 anni Enzo viene portato dal padre, insieme al fratello Alfredo, ad assistere ad una corsa automobilistica sul circuito di Bologna, sulla via Emilia. La gara viene vinta da Felice Nazzaro (Vincenzo Lancia realizzò il giro più veloce) ed il giovane Enzo ne rimane fortemente impressionato.
Nel 1916 una doppia tragedia colpisce la famiglia nel 1916: la morte del padre e del fratello. A seguito della scomparsa del padre interrompe gli studi e trova occupazione come istruttore nella scuola tornitori della officina pompieri di Modena. L'anno successivo parte soldato durante la prima guerra mondiale e viene assegnato al III° Artiglieria alpina. Colpito da una grave malattia subisce due interventi e viene congedato.
Una volta ristabilito Enzo cerca lavoro alla Fiat a Torino ma senza successo. Alla fine del 1918, sempre a Torino, trova occupazione come collaudatore presso una piccola azienda che realizza ricercate “Torpedo” partendo da autotelai di autocarri leggeri. Nel 1919 Enzo trova un nuovo impiego a Milano, alla C.M.N (Costruzioni Meccaniche Nazionali), prima come collaudatore e in seguito come pilota da corsa . Esordisce in gara nel 1919 nella corsa in salita Parma-Poggio di Berceto, arrivando quarto nella categoria tre litri alla guida di una 4 cilindri, 2.3 litri, CMN 15/20. Nello stesso anno, il 23 novembre, partecipa alla Targa Florio dove non ebbe altrettanto successo: un problema al serbatoio della benzina gli fece, infatti, perdere oltre quaranta minuti.
Nel 1920, dopo una serie di gare in cui ebbe alterna fortuna alla guida di una Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa, Enzo arriva secondo assoluto alla Targa Florio alla guida di un'Alfa Romeo, 6 litri, 4 cilindri, tipo 40/60. Inizia, così, una collaborazione con la casa del Biscione che durerà vent'anni e lo porterà a ricoprire incarichi di collaudatore, pilota, collaboratore commerciale e, infine, direttore del reparto Alfa Corse fino al settembre 1939.
Come pilota ufficiale dell'Alfa, Ferrari prende parte a diverse corse, con alcuni risultati positivi, come il 5° posto alla Targa Florio, in maggio, ed il 2° posto al Circuito del Mugello, in luglio. In quell'anno riporta anche il suo primo vero incidente: alla vigilia Gran Premio di Brescia , in settembre, esce di strada per evitare una mandria di buoi che stava attraversando il tracciato della corsa.
Nel 1923 Ferrari vince il primo Circuito del Savio, occasione in cui incontra il Conte Baracca padre del famoso asso dell'Aviazione Italiana, Francesco Baracca. In seguito conoscerà anche la Contessa Baracca, dalla quale riceverà una foto con dedica e l'invito ad utilizzare il "Cavallino" come portafortuna sulle sue vetture.
Nel 1924 Enzo Ferrari ottiene il primo riconoscimento ufficiale dallo Stato, ricevendo la carica di Cavaliere per meriti sportivi, diventando, poi, nel 1925, Cavaliere Ufficiale; la sua passione per il giornalismo lo porta a diventare uno dei fondatori, a Bologna, del "Corriere dello Sport", mentre nel 1927 riceve il titolo di Commendatore, come riconoscimento per i servizi resi al Paese in campo sportivo. Nello stesso anno, il 5 giugno, vince il 1° Circuito di Modena con l’Alfa Romeo 6C-1500 SS.
Il 20 maggio 1928 Enzo vince il 2° Circuito di Modena, sempre al volante di un'Alfa Romeo 6C- 1500 SS e nel 1929 fonda a Modena la "Scuderia Ferrari", società sportiva che aveva come scopo quello di far correre i propri soci. Questo segna l'inizio di un'intensa attività agonistica che porterà alla creazione di una squadra ufficiale; la Scuderia gareggiava sia con auto, soprattutto Alfa Romeo, sia con moto; col tempo diverrà una filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, alla quale si sostituirà nel 1933 nella gestione dell'attività sportiva.
Il 1931 è l'anno dell'ultima corsa come pilota. Al circuito delle Tre Province, il 9 agosto del 1931, Ferrari arriva secondo, alla guida di un'Alfa Romeo 8C -2300 MM, dietro Nuvolari. La prossima nascita di Alfredo “Dino” (19 gennaio 1932) e i sempre maggiori impegni come direttore della Scuderia lo portano a decidere di ritirarsi dalle corse.
Pochi anni più tardi, nel 1937, la Scuderia Ferrari costruisce l'Alfa Romeo 158 "Alfetta" che dominerà nelle competizioni internazionali ma alla fine del 1937 la Scuderia Ferrari viene sciolta, all’inizio del 1938 Enzo Ferrai assume l’incarico di direttore dell’Alfa Corse rientrata nelle competizioni e si trasferisce a Milano.
Il 6 settembre 1939 Enzo Ferrari lascia l'Alfa Romeo, vincolato dalla clausola di non usare il nome Ferrari associato alle corse e alle macchine da corsa per almeno quattro anni. Da quel giorno, battere l’Alfa Romeo con una vettura da lui costruita diviene il suo obiettivo. Il 13 settembre fonda l’Auto Avio Costruzioni a Modena in Viale Trento Trieste, la stessa sede della ex Scuderia Ferrari.
Nel 1943, in piena guerra, l'Auto Avio Costruzioni si trasferisce da Modena a Maranello, dove viene costruita la prima parte di quella che sarà la sede Ferrari.
L’officina è però bombardata il 4 novembre 1944 e di nuovo colpita nel febbraio successivo ma viene subito ricostruita ed è alla fine del 1945 inizia la progettazione completa della prima vettura “Ferrari”.