Centro-Sud

La Scuderia Centro-Sud fu trasferita a Modena da Roma nel 1957 dal proprietario e presidente, il romano Guglielmo "Mimmo" Dei. Correva con meccanica e vetture Maserati (Dei era stato rappresentante della Maserati a Roma).

La Centro-Sud aveva la sede di fronte all'Aerautodromo dove era ospitata anche la Scuola-piloti, diretta da Piero Taruffi e riconosciuta dall'A.C.I. Essa fu la prima scuola-piloti in Italia: forniva tutto il bagaglio necessario, teorico e pratico, a chi voleva diventare pilota. I "diplomati", con tanto di brevetto, furono ben 200, provenienti da tutte le parti d'Italia. Tra di essi anche tanti personaggi famosi quali Eugenio Monti, il campione mondiale di bob, e l'olimpionico di atletica leggera Livio Berruti.




"Con la Centro-Sud partecipavamo anche al Mondiale - racconta il meccanico Giulio Borsari che, dopo la chiusura del reparto-corse della Maserati nel 1957, passò alla Centro-Sud per tre anni, prima di entrare in Ferrari. - Si facevano comunque dei grossi sacrifici, poiché in quel periodo non esistevano gli sponsor e quindi eravamo sempre tutti in equilibrio finanziario molto precario: partivamo soltanto con i soldi per arrivare e, una volta riscossi quelli dell'ingaggio, riuscivamo a tornare indietro. In quegli anni era molto costoso tenere una scuderia.

Quelle della Centro-Sud erano macchine che erano state competitive l'anno prima, quindi l'importante era che arrivassero in fondo alla corsa: arrivare al traguardo era già un successo. Po si prendeva l'ingaggio, qualche premio... Abbiamo avuto anche Bandini e Von Trips, che corse con noi il GP d'America del 1959 perché la Ferrari - di cui era pilota - non aveva partecipato. Alla Centro-Sud infatti non c'era una squadra fissa, ma arrivava il pilota e praticamente noleggiava la macchina (sempre una F1, dapprima Maserati-Maserati, poi Maserati-Cooper, già col motore posteriore quando ancora la Ferrari aveva l'anteriore).

La Centro-Sud a un certo momento chiuse. L'ultima trasferta, che comprendeva sei corse, fu quella del 1960-'61, con Lorenzo Bandini, in Australia e Nuova Zelanda. Andò abbastanza bene, ma ormai la chiusura era decisa perché non c'erano abbastanza soldi."

(ricostruzione di Nunzia Manicardi, integrata da un'intervista rilasciatale da Giulio Borsari nel 1998)

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