Celeste Cavaciuti

Celeste CavaciutiNato a Piacenza nel 1910, Celeste Cavaciuti inizia la sua carriera di corridore motociclista al Circuito di Stradella nel 1926. Chiamato all'ultimo momento a sostituire Vittorio Massarini, Cavaciuti prende il via grazie a una licenza di guida avuta in prestito da un pilota piacentino per mascherare il fatto che non aveva ancora 18 anni. All'arrivo è primo. Negli anni Trenta Cavaciuti vince un buon numero di competizioni: nel 1932 la Milano-Taranto (con la CM) e il Circuito di Bra; nel 1933 il circuito di San Giorgio al Piano; nel 1934 i Circuiti di Alessandria, Asti, Pesaro e la Coppa del Mare di Livorno.

Un brutto incidente lo costringe all'inattività nel 1935, mentre l'anno successivo vince su Benelli il Gran Premio Acerbo a Pescara e conquista il titolo di Campione Italiano della classe 250. Successivamente si dedica alla sua officina e decide di partecipare alle corse solo occasionalmente. Riprende nel primo dopoguerra, dimostrando che le doti di velocista sono rimaste inalterate. Nel 1952 ritorna alla ribalta vincendo con la Parilla 250 la Milano-Taranto. L'anno dopo, a Genova, trova la morte nelle prove del Trofeo Internazionale del Mare.

pagina a cura di Nunzia Manicardi su materiali gentilmente concessi dal C.P.A.E. e tratti dal loro sito

 

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