Alejandro De Tomaso

Alejandro De Tomaso

 

 

 

De Tomaso Automobili S.p.A.
Via Pininfarina 14/18
10095 Grugliasco Torino
www.detomaso.it

 

 

 

 

"Simbir": questo è il nome dell'ultima avventura che la De Tomaso aveva deciso di correre prima che la morte del fondatore Alejandro, avvenuta nel 2004, non la mettesse in uno stato di incertezza tuttora perdurante. Simbir è il nome infatti del fuoristrada versione lusso che la russa Uaz e la De Tomaso si stavano dando da fare per imporre sul mercato mondiale. Un connubio insolito, che prevedeva una produzione quinquennale di 20.000 vetture per un fatturato di oltre 350 milioni di euro e la creazione di circa 200 posti di lavoro. Per questa nuova vettura si stava appositamente creando un nuovo stabilimento a Cutro, in Calabria, per ridare vigore alla storia di quella che può essere considerata a tutti gli effetti la quarta casa automobilistica modenese.

Gli inizi della De Tomaso risalgono alla metà degli anni '50 con l'arrivo nella nostra città di Alejandro, un pilota argentino che in patria aveva già corso con vetture Maserati. Sarà però soprattutto negli anni seguenti che egli legherà indissolubilmente il suo nome a quello della Casa del Tridente che con l'aiuto della GEPI, l'ente statale per il salvataggio delle aziende in difficoltà, rileverà e gestirà a partire dal 1975 (con la presidenza di nomina politica, intorno al 1976-'77, di Romano Prodi) fino alla cessione nel 1993 del 100% del pacchetto azionario alla Fiat Auto, cessione alla quale De Tomaso sarà costretto anche per il terribile ictus che metterà a repentaglio la sua vita e che lo costringerà all'invalidità permanente.

Ma il ricordo dell'Argentina non è mai andato perduto: a partire dal marchio, nel quale le linee nere rappresentano il simbolo con il quale venivano marcati i cavalli nella grande tenuta della famiglia materna, sullo sfondo bianco-azzurro dei colori nazionali. E resta anche nel nome del figlio di Alejandro, Santiago De Tomaso, al quale rimane oggi il compito di proseguire l'attività paterna nello stabilimento modenese di Viale Virgilio dove ha sede pure il museo aziendale (e dove ebbero sede anche gli uffici della Moto Guzzi, che fece parte del gruppo dal 1981 al 1995, così come la Benelli; ne fece inoltre parte, per un certo periodo, la Innocenti di Lambrate, rilevata anch'essa - come la Maserati - con il sostegno della GEPI).

(ricostruzione effettuata da Nunzia Manicardi)

 

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