Tecnomoto

Da Bologna a Vignola

Tecnomoto

 

 

 

 

La Tecnomoto dei fratelli Vittoriano e Giancarlo Pellegrini inizia la sua attività nel 1964 a Bologna effettuando il montaggio di ciclomotori per conto terzi. Essi iniziano poi a costruire per conto proprio la ciclocarrozzella "Florida" (brevettata), per la gioia dei turisti e dei noleggiatori delle nostre cittadine balneari.

Hanno in programma di costruire un ciclomotore pieghevole da potere trasportare nel bagagliaio della macchina e uno scooter. Non disponendo di adeguati mezzi finanziari, entrano nel 1966 in collaborazione con la Negrini di Vignola, dove si trasferiscono, continuando a sfruttare il mercato dei tandem e delle ciclocarrozzelle per un altro periodo di tempo. Separandosi dalla Negrini, si trasferiscono in via Modenese, 236 dove iniziano a costruire ciclomotori per conto proprio, presentandosi sul mercato con lo "Junior" pieghevole, che presto viene affiancato dallo "Special", mentre stanno studiando un tre ruote fuori strada in due versioni, uno per il divertimento e l'altro per un impiego in agricoltura. Un progetto che rimane però a livello di prototipo per mancanza di mezzi.

Si presentano invece sul mercato con il "Personal" contemporaneamente all'"Oscar", poiché l'idea di costruire questo ciclomotore con telaio monotubo è stata presa insieme a Belvederi, titolare della OSCAR. L'unica differenza fra questi due ciclomotori è che per il primo si è ricorso posteriormente alla sospensione elastica, mentre l'altro ha il telaio rigido. Le cose vanno bene, tanto che si pensa di entrare in campo agonistico con lo "Special Corsa".

Consapevoli del fatto che le corse vanno a gravare negativamente sul bilancio e in molti casi sottraggono alla produzione gli elementi migliori, si decide di portare avanti il progetto, ma fuori dall'orario di lavoro. Acquistato il banco prova, ai fratelli Pellegrini si uniscono i tecnici William Reggiani, Paolo Marcheselli e William Furgeri in qualità di pilota-collaudatore. Inizia così la loro avventura.

Nel provare il prototipo, Giancarlo Pellegrini rimane vittima di un gravissimo incidente stradale. Nonostante la gravità del fatto si decide di andare avanti.

La Tecnomoto debutta in campo agonistico al G.P. di Modena il 23 marzo 1969 all'Aerautodromo nella classe 50cc.

In gara si comporta benissimo e per lungo tempo William Furgeri mantiene la terza posizione, finché non è costretto al ritiro a causa di una caduta. La corsa viene vinta dal pilota modenese Francesco Villa con la Honda 50cc.

In seguito la Tecnomoto partecipa ad altre gare con ottimi risultati, sospendendo l'attività a causa della partenza del pilota William Furgeri per il servizio militare in cui egli perde la vita insieme ad altri suoi compagni in un incidente aereo.

Il piccolo reparto corse continua l'attività mettendo a punto delle trasformazioni da vendere in kit, mentre Vittoriano Pellegrini porta avanti il progetto di una moto da cross, un'attività che sta diventando popolare.

Si corre un po' ovunque su piste improvvisate. Tramite il cognato, Pellegrini riesce a conoscere un ragazzo che già corre nel cross: Stefano Zucchini, che inizia a provare la moto sulla pista di Savignano e a prendere parte ad alcune gare. Spesso è costretto al ritiro a causa della rottura del motore.

Non disponendo di grandi mezzi, si decide di ripiegare su di un motore Zundapp 50cc che la Casa tedesca aveva dato in visione per un eventuale impiego nella produzione e sul quale Paolo Marcheselli riporta lo stesso diagramma sperimentato sul Minarelli.

Portato in gara, sempre da Stefano Zucchini, riesce subito ad ottenere dei buoni risultati, pur lamentando problemi al cambio che ha una escursione un po' troppo lunga d'innesto delle marce per un impiego nel cross.

Nelle prime gare il motore rende 8,5 CV, passando successivamente a 9,6 CV.

A questo punto si pensa anche di intervenire sul cambio, sostituendo quello originario a cinque marce con uno a sei marce, senza modificare il carter.

Con quest'ultima modifica la moto diventa più competitiva e riesce a prevalere sugli avversari in tutte le gare a cui prende parte.

Per Gianni Ribuffo, un pilota che si è già affermato nelle corse in salita, viene preparata una 125cc. bicilindrica derivata da un motore Yamaha acquistato in Svizzera.

Del telaio se ne occupano V. Pellegrini e W. Reggiani, ad elaborare il motore provvede P. Marcheselli.

Inizialmente questo motore rende poco più di 18 CV, riuscendo in seguito ad ottenerne più di 25.

Non tanti, tuttavia sufficienti a ben figurare nelle gare.

Il reparto produttivo della Tecnomoto, estraneo all'attività, va avanti per conto proprio assemblando più di un migliaio di ciclomotori al mese (2000 / 2500 all'anno), molto ben curati, prevalentemente di tipo sportivo e da cross. I telai studiati dalla Tecnomoto vengono realizzati dalla Sputnik dei F.lli Pedroni di Castelvetro e da Piazza & Magnani di Bologna. I motori sono della ditta bolognese Franco Morini. Rimane sul mercato per undici anni, dal 1964 al '75, con una produzione qualitativamente valida, con ben diciassette modelli e con interessanti elaborazioni in collaborazione con la Malossi e con le baby moto dai 5 ai 10 anni.

Il testo è tratto dal libro di Dante Candini
"Le Moto Maserati e l'artigianato motociclistico modenese"
pp. 160 (presentazione di Roberto Orsi, prefazione di Nunzia Manicardi) Edizioni Il Fiorino, Modena 2002
(per gentile concessione dell'Editore)

Sede: Via Indipendenza, 87 Civitanova Marche  62012   MC
tel. 0733/773717
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internet: www.tecnomoto.it

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