Marco Carretti

CarrettiTitolare del PONTEALTO Racing Kart di Modena e responsabile dell'L.P. Karting Club Modena

PONTEALTO Racing Kart di Marco Carretti (Assistenza e Vendita Kart)
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"Noi ci occupiamo solo dell'assistenza e della vendita di kart: facciamo la preparazione del motore e la sistemazione del telaio, e seguiamo i piloti in pista. Non costruiamo niente. Prepariamo i motori di produzione modenese e quelli di qualsiasi altro costruttore italiano. Facciamo sia revisioni che elaborazioni per potenziarli, sempre entro i limiti previsti dal regolamento. A Modena, oltre a noi, c'è anche una ditta di Campogalliano, l'NPK, che però adesso lavora meno di anni fa, e poi ci sono dei meccanici che si dilettano ad occuparsi pure di kart. Altrimenti ci sono Benetti, Cassani e Severi, che i motori li producono anche.

Qui a Modena, e in tutta l'Emilia-Romagna in genere, c'è un gran movimenti di piloti. Io stesso ho parecchi clienti. Nell'ultima gara a cui ho assistito, a Parma, ce n'erano circa 300, provenienti anche dall'estero perché era una gara internazionale. Sì, c'è un bel contesto. Ripeto, anch'io ho parecchi clienti. Non posso darne un numero preciso perché ce ne sono pure tanti amatoriali, gente che corre per il puro piacere di farlo, mentre di piloti che fanno agonismo ne ho 6 o 7, ed è già sufficiente. Per loro ho appositamente creato il Club che gestisco, che si chiama L.P. Karting Club ed è indispensabile per fornire loro le licenze necessarie per correre. Alcuni sono di Modena, altri di Reggio. Io stesso, del resto, sono di Reggio, dove continuo ad abitare. Faccio le iscrizioni anche di quelli che non corrono con me, sia chiaro, poiché il Karting Club è federato ed è aperto a tutti. Io controllo che i documenti siano a posto, poi mando tutto alla Federazione. Oltre a questo, nel mio Karting Club non faccio nient'altro. In pratica, è un'emanazione territoriale della Federazione.

Io, come dicevo, sono di Reggio. Sono venuto qui a Modena quando ho aperto, con un socio, un'attività di assistenza per motori da giardinaggio, a cui ho affiancato poi questa dei kart che curo personalmente. Del resto, è dal kart che provengo, poiché in precedenza, sempre nel Reggiano, lavoravo alla COMER (insieme con il mio attuale socio) che produceva kart. Il Karting Club l'abbiamo costituito da 3 o 4 anni, mentre l'attività sui kart è partita molto prima, nell'86.

I miei piloti li seguo anche in pista. Ne ho uno, bravo, che si chiama Vecchi ed è di Reggio. Partecipa a tutte le gare importanti, anche a quelle internazionali. Il mondo del kart, a livello agonistico, è molto differenziato: offre occasioni per tutti e per tutte le età. Noi abbiamo vinto l'Italiano nel 2002, poi il Trofeo del Garda e altre gare importanti: abbiamo le nostre soddisfazioni. Sempre gare individuali. Sono gare uniche, che durano al massimo due o tre giorni consecutivi e in cui si va ad eliminazione diretta. In genere c'è una sessantina di partecipanti per ogni categoria. Gli unici che non ho nel mio Club sono quelli del 50, dai 7 ai 9 anni. Io parto dalla classe 60, dai 9 ai 12 anni. È un mio cliente anche Tassi, il ragazzo di 17 anni della Bassa Modenese che ha appena vinto il Trofeo regionale della Uisp. In genere sono figli di chi corre, o addirittura nipoti di chi correva. Bisogna accompagnarli sulla pista per allenarsi, e quando sono molto giovani non possono farlo da soli. Occorre che ci sia dietro una famiglia che spinge. Altrimenti si accostano piuttosto tardi, verso i 30 anni, quando hanno anche abbastanza disponibilità economiche per comprarsi il kart e poterlo mantenere. Il problema maggiore è che mancano le piste. Manca, soprattutto, proprio qui a Modena. Ci sono tanti, sempre nuovi campi di calcio, ma una pista per kart sembra impossibile riuscire ad averla. Ci tocca andare a Parma, dove c'è il Kartodromo. Non c'è altra soluzione. A Rastellino non è possibile, perché là si devono noleggiare i mezzi, che sono soltanto a benzina, mentre quelli per agonismo, oltretutto, vanno a miscela.

Potremmo andare anche a Rioveggio, nell'Appennino bolognese, però là si fanno solo gare nazionali e basta, mentre a Parma è meglio perché si fanno anche quelle internazionali. Oppure a Pomposa o a Cervia, ma non sono certo comode da raggiungere. Ci vorrebbe la pista qui, a Modena. Oltretutto c'è il rischio che Parma possa chiudere, perché il terreno è di una proprietà privata che vorrebbe vendere per adibirlo ad uso industriale (chi lo gestisce ce l'ha solo in affitto). Se ne parla già da una decina d'anni. Finora si è sempre riuscito a tenerlo aperto perché c'è una tale passione... E poi ci sono le ditte che supportano chi corre, il che fa da deterrente alla chiusura. Inoltre, per fortuna, non hanno ancora dato il permesso per trasformare il sito in zona industriale. Il fatto è che Parma ha tutto e Modena niente. E pensare che per i giovani correre in kart sarebbe tanto utile! Poi ci lamentiamo perché fanno gli stupidi per strada. Con un kartodromo uno si potrebbe sfogare lì e imparare davvero a guidare. Tra l'altro, chi vorrebbe costruirlo sarebbe disposto a metterci soldi propri, senza chiedere niente di pubblico. È incredibile che, nonostante questo, a Modena non si riesca ad averlo! Sembra che ad inquinare sia solo il kart...

Da un punto di vista tecnico il kart non ha evoluzione. Serve per sviluppare la testa del ragazzo, questo sì. Perché deve essere concentrato, presente a se stesso e a tutto quello che lo circonda. Dal punto di vista tecnico bisogna anche dire che questi motori hanno dei vincoli, perché per regolamento più di una data velocità non possono farla per motivi di sicurezza. Il kart è quello, il motore è quello, e si ferma lì. Volendo si potrebbe fare di più, ma diventerebbe pericoloso. Al massimo va intorno ai 140 km/h. ma solo sulle piste veloci, altrimenti si va più piano. No, una ricerca vera e propria sul motore non c'è. Ci si è fermati lì: il kart è quello. L'obiettivo non è fare i record, ma far correre in sicurezza. Perché quello del kart è uno sport motoristico educativo."

Intervista effettuata da Nunzia Manicardi nell'ottobre 2005

 

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